Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number) 1973-2635 il 23 ottobre 2007.
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Storia della bellezza. Storia della bruttezza, di Umberto Eco

.Umberto Eco è l'intellettuale italiano più noto al mondo e, secondo le graduatorie che gli americani prediligono costruire e studiare, anche il più influente. Semiologo e docente universitario di professione, oltre che romanziere di successo, Eco si occupa da decenni anche di estetica, tanto che appartiene alla sua prima produzione un piccolo e sempre prezioso volume, “La definizione dell'arte”, pubblicato da Mursia nel 1968, grazie al quale è possibile per uno studente avvicinarsi al vasto campo della ricerca filosofica applicata alla dimensione artistica.

Tre anni fa Eco ha curato insiema a Girolamo de Michele un bel libro edito dal suo editore storico Bompiani (oggi parte di RCS), “Storia della bellezza”, di fatto un vero e proprio manuale sintetico di Storia dell'Arte, rilegato e stampato su carta patinata, ricchissimo di illustrazioni, curato con rara attenzione ai dettagli e a un sistematico parallelismo tra la storia delle immagini e quella delle idee. Nel 2007 la fortunata impresa si arricchisce di “Storia della bruttezza”, che Bompiani ha pubblicato dapprima in modo autonomo e poi in cofanetto abbinato con il primo volume, a un costo non eccessivo. Si tratta nuovamente di un'edizione elegante destinata magari a essere sfogliata e ammirata, ma anche di un libro serio, completo, in gran parte originale, da leggere con attenzione.

La struttura dei due volumi è in parte simile e prevede un percorso storico e tipologico, corredato da citazioni letterarie di ampiezza non comune e da un apparato illustrativo eloquente e molto ben definito. Ogni parte è introdotta da un testo esplicativo e configura quindi l'insieme come una sorta di manuale antologico, nel quale la scelta dei riferimenti diventa essenziale e decisiva; la corrispondenza tra testi e immagini invita il lettore a non smarrire mai il filo e soprattutto a non saltare qui e là, perché i vari elementi sono concatenati.

Tra bellezza e bruttezza è chiaro che la nostra maggior curiosità va sul secondo termine, vuoi per l'assuefazione a leggere gli elogi di eleganza e fascino, soprattutto nei nostri tempi così sensibili all'esteriorità, vuoi per scoprire che cosa il grande erudito Eco è andato a scoprire nei meandri delle sue frequentazioni di libri e opere specialistici. La curiosità risulta senz'altro soddisfatta e, al di là del favorevolissimo commento sulla qualità del libro, si veda l'elenco dei capitoli, espliciti nei titoli, per una prima traccia sui contenuti:

Capitolo I - Il brutto nel mondo classico

Capitolo II - La passione, la morte, il martirio

Capitolo III - L'apocalisse, l'inferno e il diavolo

Capitolo IV - Mostri e portenti

Capitolo V - Il brutto, il comico, l'osceno

Capitolo VI - La bruttezza della donna tra Antichità e Barocco

Capitolo VII - Il diavolo nel mondo moderno

Capitolo VIII - Stregoneria, satanismo, sadismo

Capitolo IX - Physica curiosa

Capitolo X - Il riscatto romantico del brutto

Capitolo XI - Il perturbante

Capitolo XII - Torri di ferro e torri d'avorio

Capitolo XIII - L'avanguardia e il trionfo del brutto

Capitolo XIV - Il brutto altrui, il kitsch e il camp

Capitolo XV - Il brutto oggi

Il metodo accorpa le epoche e le tipologie, per cui l'avanzamento della lettura è cronologico e per ogni passo una categoria del brutto risulta approfondita, ma è l'apparato antologico – come detto - che merita la massima attenzione, con pagine tratte da opere non sempre celebri, o non troppo citate di norma, e con immagini selezionate con sapienza. Un capitolo come il IV, Mostri e portenti, relativamente breve, dedicato alle creature fantastiche nate dalla fantasia medievale, introduce gustosissime e incredibili descrizioni e immagini: “ ... il Basilisco dall'alito avvelenato, la Chimera dalla testa di leone e il corpo metà drago e metà capra, la Bestia Leucrococa (dal corpo d'asino, il retro di cervo, le cosce di leone, i piedi di cavallo ...) o la Manticora (con tre fili di denti, corpo di leone, coda di scorpione, occhi azzurri, carnagione color sangue, sibilio di serpente)” (pag. 116). Nelle pagine accanto a questa presentazione si trovano un raffaellesco San Michele e il drago, alcuni disegni tratti da antichi manoscritti e altri mostruosi parti della fantasia come la buffa immagine di un Basilisco disegnato nel 1558 da Sebestien Muenster; tra le citazioni letterarie, lunghi brani dalla “Lettera di Prete Gianni”, da “Il Morgante” di Luigi Pulci, dalla “Storia Naturale” di Plinio, dalle “Etimologie” di Isidoro di Siviglia, relativi a quegli stessi mostri e di fatto oggi squisitamente comici nella loro apparente razionalità descrittiva. Il testo di Isidoro spiega le origini di nomi fantastici noti e meno noti, come i cinocefali, i ciclopi, i blemmyae, i panotii, gli artabatitae, i satiri .... Gli autori proposti nel libro sono comunque tantissimi, tra gli scrittori ci sono Aristofane, Catullo, Balzac, Proust,Orwell Baudelaire, Byron, Ian Fleming, William Gibson, Poe, Rilke, Rimabaud, Isabel Allende e decine di altri; tra gli artisti Bosch, Cranach, Carracci, Boccioni, Dix, Ensor, Duchamp, Kubin, Savinio, Marina Abramovic, Cattelan, Cindy Sherman, e decine di altri. Non mancano fotogrammi cinematografici tratti da film come Dracula di Coppola, La passione di Cristo di Mel Gibson, La notte dei morti viventi di Romero, The Thing di John Carpenter. A ben guardare quindi, la scelta di soggetti brutti non appare più difficile di quella di cose e persone belle!

Per quel che riguarda la bellezza, il libro del 2004, scritto da Umberto Eco e da Girolamo de Michele, non era da meno per qualità e densità di informazioni. La sua suddivisione è egualmente chiara:

Capitolo I - L'ideale estetico nella grecia

Capitolo II - Apollineo e Dionisiaco

Capitolo III - La Bellezza come proporzione e armonia

Capitolo IV - La luce e il colore nel Medioevo

Capitolo V - La Bellezza dei mostri

Capitolo VI - Dalla pastorella alla donna angelica

Capitolo VII - La bellezza magica tra Quattro e Cinquecento

Capitolo VIII - Dame ed eroi

Capitolo IX - Dalla grazia alla Bellezza inquieta

Capitolo X - La ragione e la Bellezza

Capitolo XI - Il Sublime

Capitolo XII - La Bellezza romantica

Capitolo XIII - La religione della Bellezza

Capitolo XIV- Il nuovo oggetto

Capitolo XV - La Bellezza delle macchine

Capitolo XVI - Dalle forme astratte al profondo della materia

Capitolo XVIII - La Bellezza dei media

.Il capitolo X, La ragione e la Bellezza, è tra i più penetranti per contenuti e per l'interazione tra storia, filosofia, letteratura e pittura; questo brano introduce la quarta parte del capitolo, sullo stile neoclassico: “Nel neoclassicismo si incontrano due esigenze distinte ma convergenti, proprie dello spirito borghese: il rigore individualistico e la passione archeologica. L'attenzione alla dimensione del privato, al domicilio come espressione dell'individualismo tipico dell'uomo moderno si concretizzano nella ricerca e nell'applicazione di norme rigide e severe: ne è un esempio la casa che Thomas Jefferson, artefice della Rivoluzione americana e terzo presidente degli Stati Uniti, progetta personalmente. | Il nuovo classicismo si impone come il canone di una Bellezza “realmente” classica, la nuova Atene, nel senso duplice della città greca classica per antonomasia e dell'incarnazione della dea Ragione che spazza via il passato prossimo. Questo aspetto si sposa con il cosiddetto “neoclassicismo archeologico”, espressione del crescente interesse settecentesco per l'archeologia” (pag. 244). A questo brano di esemplare precisione si affianca, nella pagina di destra, un'immagine di Goethe nella campagna romana (il celebre quadro di Tischbein) e una citazione dai Saggi morali, politici e letterari di David Hume. Questo schema ritorna in gran parte del volume, che propone tra gli autori delle citazioni Euripide, Ficino, Tasso, Brentano, Burke, Winkelmann, Hegel, Wilde, Zola, Joyce, Pareyson e tanti altri, insieme agli autori delle opere d'arte Policleto, Bellini, Leonard o, Holbein, Borromini, Caravaggio, Del Cossa, Corot, Boldini, Dorè, Gauguin, Pollock, Burri, ...

Infine, va notato che l'impaginazione di entrambi i libri porta qualcosa di nuovo nella variegata ma spesso tradizionale veste tipografica dei nostri editori, con un'attenzione particolare al riscontro tra parola e immagine, e tra citazione e fonte diretta, che ha nell'ipertestualità del web il suo modello di riferimento. Infatti, il volume sulla Bellezza deriva da un Cd-Rom pubblicato nel 2002 (Bellezza. Storia di un'idea dell'Occidente, distribuito da Motta on line) costruito, come di solito in questi prodotti, secondo il metodo visivo del collegamento sottolineato, ovvero del link che proietta il lettore direttamente su un'altra pagina a schermo; eseguire su carta il link non è possibile evidentemente, ma la logica del sistema può permanere e, in questo caso, produrre risultati di ottima leggibilità.

 

Scheda tecnica

Umberto Eco (a cura di), Storia della bruttezza, Bompiani 2007, ISBN 884525965X, EAN 9788845259654, pp. 455, € 28

Umberto Eco e Girolamo de Michele (a cura di), Storia della bellezza, Bompiani 2004, ISBN 8845232492, EAN 9788845232497, pp. 438, € 30

 

(Questo articolo, pubblicato il 18 dicembre del 2007 nella precedente edizione della rivista Fogli e Parole d'Arte, al momento della ristampa nella nuova edizione era stato letto da 5810 lettori)

 

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