Fogli e Parole d'Arte

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il 23 ottobre 2007.

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L'architettura nel nuovo millennio, di Leonardo Benevolo

Storicamente e culturalmente la grande epoca dell'architettura moderna sembra conclusa, mentre qualcosa di nuovo o comunque di diverso si sta affermando a partire dagli ultimi due decenni del ventesimo e dall'inizio del ventunesimo secolo. "L'architettura nel nuovo millennio" di Leonardo Benevolo, pubblicata da Laterza, è dedicata a maestri e a opere significative degli ultimi trent'anni circa e nei primi capitoli anche del secondo dopoguerra.

Benevolo pubblicò nel 1961, sempre presso Laterza, la prima edizione della fortunatissima Storia dell'architettura moderna, aggiornata più volte, l'ultima nel 2003. Nel 2006 esce questo volume, di aspetto, impaginazione e struttura simile, tanto da apparire un seguito ideale del precedente, ma nel cui titolo sono esclusi, come sottolinea lo stesso Benevolo nell'introduzione, sia Storia sia Moderna; la duplice considerazione della fine di un ciclo e dell'inizio di un secolo sta quindi all'origine di un'opera che fa i conti con il passato prossimo e soprattutto con il presente.

Benevolo non ha bisogno di cercare elogi o stima o nuova considerazione in un campo di cui è senza ombra di dubbio il più prestigioso e autorevole esponente italiano, e su questa base il lettore può con fiducia immergersi nella personale visione che un maestro della storiografia e della critica architettonica ha voluto, nella sua maturità, fornirgli. Restano immutati lo stile, la ricchezza lessicale e l'eleganza formale, insieme alla brillantezza delle descrizioni e all'acutezza dei giudizi, uniti alla scelta di fondo dello storico che parla di architettura ma anche di territorio, ovvero di urbanistica, ritenendo di fatto che le due discipline siano una sola cosa. Forse, in aggiunta, si può notare una maggior tendenza a qualche giudizio radicale, solo in parte soggettivo, esplicito soprattutto nella scelta degli autori di cui trattare; le assenze quindi non sono dovute a distrazione!

Benevolo scrive nell'introduzione: "ho preferito mantenere la medesima veste editoriale scelta mezzo secolo fa. Essa appare oggi modesta e fuori moda..." E' davvero sorprendente ed educativo leggere parole simili, scritte da un grande intellettuale contemporaneo, per sottolineare il distacco dalla moda corrente di immagini coloratissime e lucide, spesso ottenute tramite il rendering computerizzato e spesso, in effetti, create più per meravigliare che per informare. In questa modestia e in questa ammirevole ricerca di una continuità con se stesso, Benevolo tuttavia confeziona il suo testo con immagini quasi sempre efficaci, fotografie d'insieme in bianco e nero, disegni progettuali e schizzi, secondo un felice proposito didattico.

Allo sviluppo urbano e ai modelli di urbanizzazione sono dedicati i primi capitoli del libro, Il campo dell’architettura alla soglia del secolo XXI e L’Europa. Il quadro generale. Benevolo cerca di ricondurre a un metodo l'evoluzione e in questo ambito scrive pagine di grande interesse su Venezia, su Lucca e su altri centri.

Nel terzo capitolo, Gli eredi della tradizione moderna europea, l'autore individua nelle figure di Gino Valle, Vittorio Gregotti, Giancarlo De Carlo, Rafael Moneo e Alvaro Siza i maestri della tradizione, e cioè di una modernità se vogliamo classica, figlia della prima grande ondata che ebbe in Le Corbusier, Gropius e Mies i suoi eroi riconosciuti. Si noti come le scelte "italiane" di Benevolo siano evidentemente dovute alla sua miglior conoscenza degli architetti connazionali, ma anche a un primato europeo che l'autore rivendica, nonostante i successi internazionali degli architetti americani e giapponesi.

Nel quarto capitolo, Gli innovatori dell’architettura europea, troviamo l'identificazione ragionata e meditata dei quattro maestri, nati tra il 1933 e il 1945, che secondo Benevolo devono essere considerati i nuovi Grandi: Norman Forster, Renzo Piano, Richard Rogers e Jean Nouvel. L'analisi delle principali opere e delle caratteristiche di questi maestri è probabilmente la parte più organica dell'intero volume, al punto che ognuno dei paragrafi potrebbe porsi come efficace base di uno studio sull'architetto in questione.

Il quinto capitolo è composito e complesso sin dal titolo, I cercatori di novità pazienti e impazienti e le loro prospettive, e presenta alcuni personaggi che, secondo Benevolo, non hanno quella pazienza progettuale auspicata da Le Corbusier e tendono a una ripetitività frettolosa una volta raggiunto il successo. E' il caso di architetti ormai celebri, come Gehry, Libeskind, Tschumi e Hadid, cui Benevolo attribuisce grandi qualità creative e tecniche ma anche una qual certa attitudine al successo, come attori che, trovata la battuta giusta, finiscono per ripeterla sempre. Sull'altro versante, l'autore colloca invece alcuni artisti magari meno celebrati, ma che gli sembrano più stimolanti e li battezza "apprendisti pazienti": l'olandese Koolhaas, i gruppi suoi connazionali Mvrdv e Mecanoo, il gruppo Foreign Office e i francesi Chaix e Morel. Di questi protagonisti tuttavia Benevolo non fornisce un quadro soltanto positivo, ma anzi evidenzia limiti e spunti ancora da precisare.

Il sesto capitolo, L’architettura europea alla riprova della pianificazione urbana e territoriale,conferma la formazione urbanistica di Benevolo e il ruolo che egli dà alla progettazione territoriale. I paesi analizzati sono in particolare la Germania, con Berlino, Francoforte e Amburgo, e l'Italia, quest'ultima vista con grande professionalità e sincerità nella sua preoccupante veste di terra di abusi edilizi; e sul piano generale "Le Regioni emettono le loro leggi, che si pronunciano in modi diversissimi sulle questioni di principio, ignorando del tutto le peculiarità dei loro territori. Una legge-quadro nazionale tarda, e manca a tutt'oggi" (pag. 274) scrive Benevolo, e più avanti "La rovina del paesaggio italiano non è avvenuta per caso o per incuria: è stata pagata in contanti" (pag. 276). Una breve analisi della situazione di Parigi e Londra chiude il capitolo.

Nei tre capitoli successivi, Le patrie europee fuori dall’Europa, Il Giappone, I paesi in via di sviluppo, il volume di Benevolo conclude con abbondanza di dati, di notizie, di immagini e di commenti, la sua notevolissima analisi dello stato delle cose nel campo architettonico. Anche se spesso rapide, le descrizioni di Benevolo sono efficacissime e manifestano, oltre alla straordinaria conoscenza del settore, la capacità ben nota di costruire un affresco generale dagli Stati Uniti al Commonwealth, dall'America Latina ai paesi ex comunisti, dai paesi musulmani all’estremo Oriente, dal Giappone, particolarmente analizzato, ai paesi del futuro, la Cina e l'India.

La grande ricerca si conclude con il decimo capitolo, Uno sguardo sulle esperienze emergenti nel mondo, in cui l'autore, guidato solo dalla qualità progettuale e non da criteri geografici, propone alcuni spunti eccezionali nell'ultimo contesto della ricerca internazionale, scegliendo case costruite in Australia e in Giappone, una chiesa in Bolivia e una in Norvegia, altri edifici specializzati in varie parti del mondo e in ultimo alcuni interventi su scala urbana, come ponti e stazioni. "Queste numerose novità, elencate insieme, fanno impallidire molte novità artefatte descritte nei capitoli precedenti, e sono quasi immuni dalle sofisticazioni pubblicizzate in sede internazionale. Se aprono uno spiraglio verso il futuro, fanno sperare bene" (pag. 466).

N. B. Questa recensione era già stata pubblicata nel 2006 su una rivista oggi non più presente on line. 

Scheda tecnica

Leonardo Benevolo, L'architettura nel nuovo millennio, 2006, pp. 496, € 38,00, Collana Grandi Opere, Laterza, Roma - Bari. ISBN 8842077895

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