Fogli e Parole d'Arte

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il 23 ottobre 2007.

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"Disegni di architettura” a Berlino

"Disegni di architettura” (Architektur Bilder) è più o meno il titolo di una piccola mostra allestita a Berlino, nella Schinkel Platz adiacente al ponte monumentale (di Carl Friedrich Schinkel ovviamente) che porta l'Unter den Linden a passare accanto al Duomo sull'isola dei musei, in un'area ancora soggetta a profonde ristrutturazioni, rifacimenti e ricostruzioni.

Siamo quindi a un passo dal cuore della città, la Museeninsel appunto, e dalle aree ad essa direttamente collegate, verso Est il piccolo quartiere di Nicolai, l'immane Alexanderplatz e lo spiazzo vuoto dove sorsero prima il Palazzo dell'Imperatore (lo Schloss danneggiato dalle bombe inglesi e demolito dai sovietici) e poi il Palazzo della Repubblica (costruito dai sovietici e demolito dai tedeschi riuniti), e verso Ovest la grande rete di piazze ed edifici che include tra gli altri il Deutsches Historisches Museum, la Humboldt Universität, il Teatro dell'Opera.
La Schinkelplatz ospitava la sede, distrutta nella guerra, della Bauakademie, l'accademia di Architettura a fine ottocento integrata nel politecnico locale; la piazza ora è di fatto vuota, al centro la dominano alcune statue tra cui svetta elegante e solenne quella del grande maestro, nume tutelare di tutta la storia moderna dell'architettura tedesca. A poche decine di metri la celebrazione di Schinkel prosegue nella chiesa neogotica, sempre sua naturalmente, che ospita una collezione suggestiva di statue classiciste, a celebrare di fatto l'eclettismo del personaggio.

Magicamente, l'accademia in questi giorni è ritornata, ma è solo una quinta teatrale, una grande impalcatura che riproduce le dimensioni e regge le immagini ricostruttive di quello che fu l'edificio, inglobando anche lo spigolo in muratura ricostruito, a scopo dimostrativo, negli anni 2000. Nella sala rossa al piano terra, coperta da volte in mattoni sorrette da pilastri e improbabili colonne doriche, sono stati appesi i pannelli per i disegni della mostra.

Ma come mai ho scritto più o meno relativamente al titolo dell'esposizione? Perchè nel logo della mostra appare un motivo grafico che evidenzia, in arancione su tre righe diverse, Architektur Museum Berlin, titolo alternativo e sicuramente più impegnativo, Museo dell'architettura di Berlino. Esiste questo museo? Per capirlo bisogna leggere l'introduzione del bel catalogo pubblicato da Ludwig, oppure indovinare la soluzioneleggendo gli indirizzi sul biglietto e sui manifesti: il Museo, composto da qualcosa come 200.000 immagini, si trova e si visita per intero solo in rete, a integrazione della sua sede fisica nel Politecnico di Berlino.

Si tratta di una scelta davvero interessante; anche nell'auspicio di una totale ricostruzione dell'accademia nella sua antica sede, con funzioni espositive, l'enorme collezione di disegni è ora conservata e consultabile non nella realta fisica ma tramite le apparecchiature elettroniche e di Internet. Il Politecnico di Berlino ebbe in consegna, 125 anni fa, i disegni dell'Accademia e quelli del lascito di Schinkel e nacque il Museo; la digitalizzazione dei disegni, eseguita con passione da un gruppo di esperti in tempi relativamente brevi, ha consentito oggi la fondazione di un museo virtuale unico e straordinario, che il piccolo campione di disegni veri in mostra, in questa sede e in questa fase storica, vuole simbolicamente inaugurare. Nell'attuale euforia architettonica della città, lo scopo di tutto ciò è evidente: non dimentichiamo il passato; tale obiettivo si incarna nella figura del presidente della Internationale Bauakademie, Hans Kollhoff, uno schinkeliano di primissimo livello, autore di alcune tra le più solenni e massive architetture della capitale e anche della introduzione al catalogo di questa mostra.

Rimandando quindi la visita (che richiede registrazione: http://architekturmuseum.ub.tu-berlin.de/) al sito web del museo, nella sala provvisoria della provvisoria Accademia ci accoglie una selezione esemplare di disegni. Il visitatore non troverà le meraviglie cromatiche di Rembrandt o di Vermeer, i rilievi di Pergamo o di Babilonia, le forme complesse di Helmut Jahn o di Renzo Piano, ma qualcosa di assai più difficile da analizzare e ancor più da valutare, le immagini di idee spaziali. Sono 66 disegni raccolti per tipo, con un rimando alle varie funzioni e forme dell'architettura; accanto a un decoratissimo studio ottocentesco per una elegante facciata si può allora trovare uno schizzo espressionista, fatto di segni incisivi e allusivi ad una superficie tutta da definire.

La scelta dei disegni è stata laboriosa, ma l'effetto finale è di sorpresa e di ammirazione. Ed è inevitabile riflettere su come in appena duecento anni le cose siano cambiate, e su come esse siano cambiate allo stesso modo in tutte le espressioni della nostra cultura artistica, nella musica come nella poesia, nella pittura come qui nell'architettura. Un'elaborazione meticolosa ed estremamente raffinata nelle soluzioni formali è stata sostituita da un'esecuzione rapida, libera, densa di significati quanto priva di formalismi. Se Adolf Loos potesse vedere i risultati del suo proclama di inizio Novecento, Ornamento è delitto!, sarebbe sicuramente felice.

Sono presenti disegni di Martin Gropius, Georg Moller, C. H. E. Knoblauch, Richard Lucae, August Orth, H. P. Berlage, Bruno Möhring, Hans Poelzig, Hermann Jansen, Hans Scharoun, per palazzi, chiese, fabbriche, residenze, negozi, immagini grafiche delle idee che architetti di qualunque età hanno concepito e visto con gli occhi della mente, tra gli specchi più efficaci e affidabili per cercare dicomprendere l'evoluzione del nostro tempo.

 

 

Scheda tecnica

Architektur Bilder. 125 Jahre Architektur-museum der Technischen Universitaet Berlin”, nella Sala Rossa della Bauakademie, Schinkelplatz 1, 10117 Berlino, fino al 3 settembre 2011.

 

 

 

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