Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Modelli/Models, al MAXXI di Roma

La mostra Modelli/Models


Il progetto di architettura ha il suo naturale mezzo espressivo nel disegno architettonico, ma spesso esso non è facilmente comprensibile per chi vorrebbe capirne meglio la forma e le caratteristiche per approvarlo o finanziarlo. Per questo motivo, gli architetti spesso corredano i loro progetti con un modello architettonico tridimensionale che ne è il naturale completamento.
Il modello con il fascino dell’oggetto architettonico tridimensionale, realizzato in miniatura, comunica, rende comprensibile e convince anche il committente o la giuria più refrattaria.

Il modello architettonico è inoltre uno strumento fondamentale per il progettista, per verificare la validità della propria idea prima della realizzazione.

I modelli architettonici negli ultimi due decenni tendono ad essere sostituiti dai modelli informatici virtuali, ossia da visualizzazioni prospettiche o filmati dinamici realizzati con il computer, con un’altissima verosimiglianza, che rendono datata od obsoleta la realizzazione del modello architettonico tridimensionale. Tuttavia gli architetti continuano a far realizzare i modelli dei propri lavori per l’immediatezza con la quale essi comunicano l’idea progettuale al pubblico, come dimostrano tutti i grandi concorsi di architettura dove i progetti vincitori vengono presentati anche con il modello tridimensionale. 

Il Grattacielo PeugeotL’esposizione Models/Modelli del Maxxi, è preceduta al piano terra da un’interessante allestimento dei progetti del concorso per giovani architetti, bandito per lo spazio esterno del Maxxi. I cinque progetti selezionati vengono presentati dagli stessi progettisti con un modello e con un video, mentre il progetto vincente è stato effettivamente realizzato negli spazi esterni del museo.

Salendo nella grande sala 2 al primo piano, la mostra Models/Modelli, presenta i plastici di progetto realizzati da architetti, soprattutto italiani, che hanno donato al Maxxi il proprio archivio progettuale.

Vengono proposti una scelta di ben 80 modelli architettonici tridimensionali realizzati prima e dopo l’uso generalizzato della computer grafica, per far capire quale fosse il ruolo e l’effetto del modello architettonico.

Il criterio di scelta dei modelli è quindi limitato alle acquisizioni del museo, alcune già esposte in precedenti mostre. Non essendovi un criterio di selezione storico o di corrente architettonica, ma basandosi sul materiale a disposizione, le opere sono dispose senza un percorso definito, raggruppate per aree temporali, per cui la mostra deve essere visitata soprattutto per apprezzare la varietà tipologica, la creatività, ed anche il valore estetico di modelli, realizzati con i materiali più differenti, dal legno al metallo, alle materie plastiche.

I modelli sono presentati in relazione al loro autore, la cui biografia è brevemente descritta su un pannello posto sulla parete di fronte.

Il cimitero di ParabitaIl primo modello è quello del Palazzetto dello Sport di Roma, già esposto al Maxxi nel 2010 per una mostra su Pierluigi Nervi, realizzato con un software di modellazione e di taglio automatico degli elementi. In esso sono elencate tutte le fasi costruttive dell’edificio, proponendoci un esempio di nuove tecnologie applicate all’esecuzione del modello, che non richiedono più la presenza di un artigiano modellista, ma solo di una stampante, infatti, le tecniche informatiche, per mezzo di stampanti tridimensionali, già da qualche hanno reso possibile la realizzazione di modelli partendo dal modello virtuale disegnato con un modellatore 3d. 

Segue un grande modello in legno del Foro Italico di Roma di Enrico del Debbio, ed allineati in successione, il recente modello architettonico del Nuovo Palazzo dei Congressi all’Eur di Massimiliano Fuxsas (già esposto in una mostra del Maxxi a lui dedicata), e quelli relativi a progetti italiani tra gli anni ’70 e ’90.

Il progetto per il Ponte di Messina di MusmeciTra questi spiccano lo splendido modello del Cimitero di Parabita di Alessandro Anselmi, quello di Vittorio De Feo per un edificio religioso ed il modello di “città compatta”, progetto di abitazioni collettive di Franco Purini e Laura Thermes. Lo Studio Labirinto, gruppo di avanguardia degli anni ’70, è presente con due plastici per un’esposizione ed una residenza.

Di Aldo Rossi sono esposti ben sette modelli tra cui il grande plastico del Deutsches Historisches Museum di Berlino, Piero Sartogo è presente con il modello dell’Ordine dei Medici di Roma e quello della recentissima Chiesa del Santo Volto a Roma.

Gli architetti italiani degli anni ’60 sono rappresentati con un plastico per il concorso dei tribunali a Roma di Michele Valori, alcuni modelli dell’edificio abitativo del Corviale a Roma di Mario Fiorentino, il modello in metallo per il concorso per il memoriale delle vittime di Auschwitz di Tommaso Valle ed un grande modello per il concorso per il ponte sullo stretto di Messina, dello strutturista Sergio Musmeci, del 1969.

Esposto per la prima volta, il modello in legno di un progetto datato 1960, ma molto attuale, per un concorso per il Grattacielo Peugeot a Buenos Aires di Maurizio Sacripanti e un modello in metallo per l’Expo di Osaka del 1968, sempre dello stesso autore.

Il modello del MAXXILa parte finale della sala è allestita con dei modelli di architetture contemporanee, con l’architetto Toyo Ito (modello di padiglione all’aperto), il grande plastico del Museo storico del Trentino (2007-2009) di Elisabetta Terragni, la casa unifamiliare a Zahara (2011) di Alberto Campos Baeza e altri modelli di giovani architetti italiani.

La mostra si conclude con la sequenza completa dei progetti per il concorso del Maxxi e con i plastici del progetto vincente di Zaha Hadid, che normalmente è visibile nell’area di ingresso del museo.

Le immagini sono del MAXXI tranne la prima, scattata dall'autore

 

Scheda tecnica
Modelli/Models
, al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, via Guido Reni, fino al 3 aprile 2013. Tel 06.399.67.350; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.fondazionemaxxi.it - www.romaexhibit.it

Orario di apertura: 11.00 – 19.00 (martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica) |11.00 – 22.00 (sabato), giorni di chiusura: chiuso il lunedì, biglietto: €11,00 intero, € 8,00 ridotto

 

 

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