Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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A Cagliari, opere grafiche da Dürer a Picasso

Fig. 1

A Cagliari, nella panoramica cornice del Castello San Michele, fortilizio di età giudicale oggi adibito a museo, è stata allestita la mostra “Spazi - Da Dürer a Picasso” curata da Lidia Pacchiarotti e Carla Orrù. L’esposizione è composta da una raccolta di incisioni e opere grafiche eseguite tra la fine del XV e l'inizio del XX secolo.

Filo conduttore della mostra è il paesaggio, evocato e descritto nei suoi differenti aspetti. Il termine paesaggio esprime un concetto astratto, con interpretazioni molto variegate e contrastanti. L’uomo è presente in esso come osservatore, ma al contempo vi è anche contenuto dentro, al pari degli elementi naturali; inoltre i paesaggi possono essere modellati e trasformati dalle attività e dal lavoro umano. Da tali presupposti prende avvio la mostra, che illustra il paesaggio e suoi spazi secondo l’ottica e il periodo storico dell’autore.Fig. 2

Si va dal paesaggio naturale a quello urbano e industriale, dai “capricci” del Settecento, in cui paesaggi di fantasia e di realtà sono fusi in suggestive vedute arricchite da imponenti architetture classicheggianti, al paesaggio come spazio dell’inconscio o semplicemente quale sfondo privilegiato della scena rappresentata.

L’esposizione si articola in un unico ampio salone corredato da circa novanta incisioni di grandi artisti di fama mondiale. Tra queste si possono ammirare quelle di Ferdinand Hodler, tra i maggiori esponenti della corrente simbolista e precursore dell’astrattismo, ma anche dell’espressionismo. In particolare colpisce la stampa dal titolo Die Liebe; ricorda nell’impostazione e nell’assenza di profondità l’opera più celebre del pittore di Berna, La notte. Le coppie nude sono disposte simmetricamente e dormono in un paesaggio irreale; sostanziale differenza in questa composizione rispetto a La notte è l’assenza della figura centrale, rappresentante un autoritratto di Hodler.

Fig. 3Il  paesaggio occupa un posto rilevante anche nell’opera di Albrecht Dürer, presente con diverse incisioni. Tra queste si segnala il San Gerolamo nel bosco, che documenta il profondo interesse di Dürer per il paesaggio; interesse già evidente negli acquerelli di stagni, abeti, paesaggi alpini, realizzati durante il suo primo viaggio in Italia. Probabilmente l’artista si ispirò, per il paesaggio nel quale è collocata la figura di San Gerolamo, alle cave di pietra che esistevano nei dintorni di Norimberga. Un’atmosfera riconducibile ai dipinti italiani è ravvisabile nella composizione, ma l’attenzione per la natura anche nei suoi aspetti più umili, ad esempio nella resa accurata della vegetazione o delle rocce, è tipica di Dürer.

Con Giovanni Battista Piranesi il paesaggio è improntato alla descrizione mirabolante della magnificenza delle antichità romane. Varie acqueforti descrivono tramite accentuati effetti chiaroscurali e prospettici visionarie interpretazioni dell’antico, a sottolineare la grandezza irripetibile raggiunta dalle antiche civiltà.

Fig. 4Due artisti, Francisco Goya e Pablo Picasso, sono presenti nella mostra con soggetti legati alla Tauromachia, il divertimento spagnolo per eccellenza. Goya realizza una serie di immagini vivacissime e, a volte commoventi, delle vicissitudini della corrida. In Picasso il rituale della corrida è uno dei temi più ricorrenti e sentiti; la scena da lui descritta evidenzia un segno libero ed espressivo oltre all’effetto di pennellate d’acquerello ottenuto con la tecnica dell’acquatinta allo zucchero.

Anche un movimento come il cubismo si è dedicato alla rappresentazione del paesaggio, in particolare del paesaggio industriale. È quello che si vede nella litografia di Fernand Léger; il suo cubismo è dominato dalle macchine e dagli elementi meccanici. Les illuminations non presenta elementi reali riconoscibili, ma forme liberamente inventate che ci riconducono ad essi, cosicché nasce una composizione in qualche modo astratta nonostante il riferimento alla vita contemporanea. Gli spazi naturali o antropizzati sono stati ben rappresentati anche da Henry Moore, attratto dal misticismo di Stonehenge, da Fortunato Depero e da Carlo Carrà, le cui realizzazioni artistiche sono volte a una descrizione enfatica delle pulsioni frenetiche che dominano la vita nelle città.

La mostra è completata da un laboratorio didattico, dove i visitatori adulti e bambini possono provare a misurarsi nella riproduzione delle incisioni, ritagliando e incollando le fotocopie che riproducono alcuni particolari delle grafiche esposte. In definitiva, tuttavia, la mostra, anche per l’esiguità delle opere presentate che poco aggiungono alla conoscenza da parte del grande pubblico degli artisti presentati, risulta probabilmente di maggior interesse per gli specialisti del settore.

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1 Ferdinand Hodler, Die Liebe, 1907-1911

Fig. 2 Albrecht Dürer, San Gerolamo nel bosco, 1512

Fig. 3 Francisco Goya, Tauromachia, 1816 ca

Fig. 4 Fernand Léger, Les illuminations, 1949

 

Scheda tecnica

Spazi – Da Dürer a Picasso, Cagliari, Castello San Michele, via Sirai, Cagliari, fino a domenica 8 settembre 2013. Martedì - domenica: 10 – 13\ 15 – 18; lunedì chiuso. Biglietto intero €5, ridotto €3 (gratuito per i bambini fino ai 5 anni compiuti). Laboratori (solo su prenotazione) €5 per le scuole, €6 per gli adulti

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