Fogli e Parole d'Arte

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il 23 ottobre 2007.

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Galleria Vezzoli

Capita spesso di avere opinioni preconcette, oppure di farsi influenzare da aspetti minori, fino al punto di costruire valutazioni non del tutto solide nei princìpi, ma solidissime nel non voler cambiare. Davanti agli artisti contemporanei, la cui principale caratteristica se vogliamo è di sfuggire alle definizioni, l'opinione è davvero mobile, oscillante, fragilissima: e Francesco Vezzoli rientra pienamente in quella cerchia di protagonisti che possono suscitare entusiasmo o rifiuto. Personalmente, ho vissuto nei suoi confronti entrambi i sentimenti, al punto che non avevo davvero intenzione di visitare la mostra romana in corso da maggio a novembre di quest'anno 2013, ma dopo averla visitata ho capito che ne valeva e ne vale la pena .

Greed, di Francesco Vezzoli, diretto da Polansky.

La notorietà di questo giovane artista, nato a Brescia nel 1971, di formazione londinese e residenza statunitense, è superiore a quella di personaggi molto più anziani o estroversi o dirompenti; tra gli italiani, forse solo Cattelan al momento può vantare maggior presa sulla stampa e sulla critica, ma il passo di Vezzoli sta diventando rapido e implacabile. Che poi la sua importanza a livello di mercato e di esposizione sia elevata lo dimostrano, e in parte lo rivelano, l'impressionante sforzo legato al progetto “Trinity”, tre mostre retrospettive organizzate al MAXXI di Roma nell'autunno del 2013 (Galleria Vezzoli), al MoMA PS1 di New York (The Church of Vezzoli) e al MoCA di Los Angeles (Cinema Vezzoli) nel 2014, e la compresenza nella sua attività di personaggi come Roman Polansky, Valentina Cortese, Natalie Portman, Milva e molti altre celebrità. Galleria Vezzoli

Ritornando all'aspetto soggettivo, credo che il momento fondamentale nella mia “riscoperta” di Vezzoli stia in partenza nell'allestimento che l'artista ha voluto e creato nelle gallerie del Maxxi di Zaha Hadid. In passato, e ripetutamente, ho osservato che il Maxxi non è stato pensato come un museo, ma soltanto come un'architettura roboante e fine a se stessa; e che forse il solo modo di elevarlo a rango di sala espositiva sarebbe di trasferire nelle sue sale una collezione di pittura barocca, o rinascimentale, o comunque del passato, come ad esempio quella di Palazzo Barberini. Si direbbe che questa sia stata l'idea anche di Vezzoli, che è riuscito a dare vita finalmente alle gallerie aeroportuali del Maxxi con un arredo pomposo e colorato, di velluti e tendaggi, di oggetti smodatamente kitsch. E' una trovata spettacolare e geniale, nella quale trova posto una rassegna di oggetti e di immagini stralunata, decadente, spesso banale o ispirata a opere altrui, ma dai tratti perfettamente distinguibili di un grande talento artistico al lavoro. Galleria Vezzoli

Il mondo di oggi è un reality in cui le celebrità del cinema, della televisione e della musica dettano legge, e in cui il loro cattivo gusto contagia e diventa il gusto di tutti. Vezzoli sembra amare lo stile di Lady Gaga o di Elton John, propone lustrini e gelatine colorate, ma in realtà mette in scena la volgarità e la stupidità di un mondo frastornato e decadente. Che poi di questa decadenza Vezzoli sia anche innamorato non fa che accentuarne la personalità, lui che colloca decine di sedie Macintosh davanti a una sala vuota e a uno schermo con scritto FINE e le battezza le 120 sedute di Sodoma, lui che appoggia sulle mani di candide statue femminili gli schermi digitali su cui scorrono i suoi video (tra cui Greed diretto da Polansky, su YouTube nel video qui allegato), lui che appende tre enormi tappeti in stile Josef Albers in un angolo, lui che ricorda la sua passione per il ricamo con varie piccole opere intessute. Grandi divani rossi accolgono gli spettatori, le sale sono in penombra, sullo sfondo un video mostra il retro di una figura nuda maschile che fa danzare i propri genitali (Bruce Nauman's Bouncing Balls); molti spettatori si vergognano ad andare vicino a quello schermo, ma non si rendono conto che è la riproposta di un'immagine del 1969 di Nauman appunto, uno degli artisti che Vezzoli dichiara di adorare. Galleria Vezzoli

In un'area ridotta statue e fotografie ritoccate propongono l'immagine dello stesso artista; si legge sulle note espositive che alcuni marmi sono originali, di epoca antica. Nelle interviste rilasciate, l'artista lombardo dichiara il suo amore per D'Annunzio e parla di Mario Praz, rivelando forse una pulsione collezionista.

A New York Vezzoli porterà i ruderi di una chiesetta calabrese, che ha acquistato, smontato e trasferito da una parte all'altra del pianeta. Non ho alcun dubbio che questo 42enne sia l'artista di domani: è in grado di fare qualunque cosa.

Le fotografie sono tratte dal sito ufficiale del MAXXI

Scheda tecnica
Galleria Vezzoli, MAXXI, via Guido reni, Roma. Fino al 24 novembre 2013. Martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-domenica 11.00-19.00, sabato 11.00-22.00, lunedì chiuso.
Ingresso 11 euro, ridotto 8.

 

 

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