Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Roma)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone (Vt).

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Masculin/Masculin. L’homme nu dans l’art de 1800 à nos jours

Fig. 1
Il nudo e l’arte, due ambiti che subiscono implacabilmente e indissolubilmente il pregiudizievole sguardo malizioso di chi si limita a guardare e a non vedere. Nonostante la contemporaneità sia abituata ad approcciarsi alla nudità femminile, nudità che con il passare del tempo ha irrimediabilmente perso qualsiasi tipo di connotazione poetica e ideologica per divenire sterile mezzo di commercializzazione, il nudo maschile risulta essere ancora un tabù, qualcosa che deve essere esposto e trattato solamente in ambienti culturali e curatoriali considerati alternativi e provocatori.

Risulta eccezionale, conseguentemente, la mostra Masculin/Masculin promossa e sostenuta dal Museo D’Orsay di Parigi, che la accoglierà nei suoi ambienti fino al 2 gennaio 2014; una esposizione che vuole essere espressione tangibile di un nuovo approccio, attraverso una precisa collocazione storica ed artistica del nudo maschile, ricerca iniziata dal Leopold Museum di Vienna nell’autunno 2012 ma che, nonostante questa importante eccezione, non ha trovato fin d’oggi un degno proseguimento.

Osservando le opere in mostra, lo spettatore non potrà non notare il forte legame intercorrente tra la rappresentazione del nudo maschile e l’arte; in particolare dal diciassettesimo secolo fino al diciannovesimo secolo circa è considerato tematica privilegiata per la formazione artistica a livello accademico, base di quell’arte occidentale che invade fieramente le sale dei nostri musei. Utilizzando un approccio giocoso, ironico e sicuramente provocatorio attraverso un sapiente metodo intellettuale che solo l’arte può ancora oggi permettersi di avere, il Museo d’Orsay punta ad una analisi non solo storico artistica ma anche, e soprattutto, ideologica, filosofica e sociologica del nudo maschile, attingendo sia dalle sue vastissime collezioni sia da altre collezioni pubbliche, con l’intento di tracciare un percorso che possa condurre con continuità il visitatore dal diciottesimo secolo fino al contemporaneo. Fig. 2

Ecco, allora, il continuo susseguirsi di tecniche: pittura, scultura, arti grafiche, fotografia, tutte poste al medesimo livello per elevare l’idea e superare la presunta disparità artistico-culturale che contraddistingue ancora oggi alcuni supporti. Il visitatore si troverà ad ammirare e riflettere sui numerosi focus tematici che gli vengono proposti, dai canoni estetici antichi fino a quelli contemporanei, l’interpretazione della bellezza nel neoclassicismo ed il simbolismo e la ricerca dell’eroismo, la purezza priva di giudizio del realismo, fino a giungere ad esperienze più estreme come il legame indissolubile tra corpo e dolore, o la sua eroticizzazione.

Essenziale risulta essere, in tal contesto, il dialogo aperto, una metodologia che permetta di vedere sia l’arte sia la vita come il susseguirsi di corsi e ricorsi storici, appropriazioni e rifiuti di sistemi che alternativamente vengono incensati e dimenticati; di come, nello specifico, lo stesso canone di bellezza comunemente accessibile non sia altro che una riproposizione winckelmanniana delle proporzioni divine antiche, modello che paradossalmente non accomuna solo i protagonisti di alcune opere di David, ma si spinge fino a Mapplethorpe e Lachapelle. Fig. 3

Masculin/Masculin è una riflessione intellettualmente stimolante sulle possibili connessioni che possono presentarsi tra artisti differenti per epoca, tipologia, poetica, come George de La Tour, Puget, Munch, Schiele, Picasso, Bacon, ma che supera anche le stesse barriere artistiche all’interno delle quali è stata concepita e può, allo stato attuale, sopravvivere: essa, infatti, diviene analisi critica dell’odierna ricerca di oggettiva perfezione corporea richiesta all’universo maschile, una tensione per lo più ideale che risiede principalmente nell’arte, da intendersi come primaria fonte di ispirazione e non di sterile emulazione, e che invece inevitabilmente viene a cadere nel reale.

Sorprende il visitatore come, nonostante l’apparente scabrosità del tema, in esso in realtà non ci sia nessuna malizia, ma la totale e completa contrapposizione tra luce ed ombra, tra azione e riposo: una nudità che non è, e non vuole essere mera provocazione, ma pura poesia, quasi un tentativo di ritorno a quel paradisiaco Eden da tempo dimenticato ed abbandonato a causa del nostro originale peccato. L’esaltazione del corpo è, quindi, apprezzabile forse anche in connessione a quella che potrebbe essere una nuova rinascenza umana, una rinascenza che permetterebbe all’uomo e all’umanità di riscoprirsi tale, macchina perfetta, carne ed emozione.

Fig. 4

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1, Jean-Baptiste Frédéric Desmarais (1756-1813), Le Berger Pâris, 1787. Huile sur toile, 177 x 118 cm. Musée des beaux-arts du Canada, Ottawa. Photo © MBAC.

Fig. 2, Auguste Rodin (1840-1917), L’Age d’airain, 1877-1880. Statue de bronze. Paris, musée d’Orsay© Musée d'Orsay, dist. RMN / Patrice Schmidt.

Fig. 3, Henri Greber (1854-1941), Coup de grisou, entre 1892 et 1896. Marbre gris, 185 x 100 x 139 cm. Paris, musée d’Orsay© RMN (Musée d'Orsay) / Franck Raux.

Fig. 4, Paul Cézanne (1839-1906), Baigneurs, vers 1890. Huile sur toile, 60,5 x 82,5 cm. Paris, musée d'Orsay © RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski.



Scheda tecnica

Masculin/Masculin. L’homme nu dans l’art de 1800 à nos jours, Musée d'Orsay fino al 2 gennaio 2014, rue de la Légion d'Honneur , 75007 Paris.

Aperto tutti i giorni tranne lunedì 9:30 – 18.00, giovedì fino alle 21:45. Chiuso il 25 dicembre ed il 1 gennaio.

Tariffe: tariffa intera € 12; ridotto € 9,50.

Informazioni e centralino : www.musee - orsay.fr - +33 ( 0 ) 1 40 49 48 14.







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