Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Andrea Bonavoglia (Roma)
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La mostra di LaChapelle a Roma, con un'intervista a Hale – Christofi

 David LaChapelle, l’incontro con Michelangelo, le suggestive note di Hozier,  
passando per un’indimenticabile coreografia di Jade Hale - Christofi

 

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita - fino al 13 settembre - una suggestiva monografica dedicata a David LaChapelle. Impossibile parlare dell’artista americano senza pensare alle svariate forme d’arte che ha presentato al pubblico, negli ultimi vent’anni. Fotografo, regista, narratore ante litteram della società attuale.

LaChapelle torna ad esporre in Italia dopo oltre quindici anni, non solo proponendo i ritratti degli esponenti dello star system che lo hanno reso famoso al grande pubblico, ma anche con lavori eseguiti dopo il 2006; anno in cui – una visita alla Cappella Sistina – ha dato nuova linfa alla sua arte ed ha ispirato il ciclo: ‘Il Diluvio’.

I colori saturi, le scenografie plastiche, da anni raccontano la dissoluzione della nostra realtà, senza filtri. E’ desiderio dell’artista infatti, dedicarsi all’arte per l’arte, da qui la scelta di vita di trasferirsi su un’isola hawaiana dando origine ad una nuova fase in cui il messaggio si è fatto più forte e profondo, tingendosi di sfumature oniriche.

Centocinquanta le opere in mostra (con l’aggiunta di molto backstage, per avvicinare lo spettatore al processo anziché alla sola opera compiuta) che partono da ispirazioni rinascimentali e barocche pur mantenendo una matrice squisitamente pop. L’incontro estemporaneo con Michelangelo gli ha dato modo di narrare la storia contemporanea con un occhio sempre rivolto al passato, consentendogli una rilettura personalissima del diluvio e del giudizio universale.

I lavori dell’artista americano vogliono contrapporsi al surrealismo classico in cui le immagini oniriche prendono le distanze dal vivere quotidiano, per mettere in evidenza il fatto che i fantasmi non arrivavano più dall’io ma dall’esterno, e questa verità viene espressa in toto dal paradosso delle immagini stesse (si pensi alle sue molteplici riletture della Pietà michelangiolesca). I grandi maestri del passato vengono rivisitati, infatti, per descrivere la crisi esistenziale del mondo allo sbando del XXI secolo.

‘Il Diluvio’ segna anche il passaggio ad un lavoro studiato per essere esposto esclusivamente in una galleria d’arte e non per essere venduto a riviste, segno di un cambiamento che vede anche l’assenza di presenze umane nelle opere stesse. La serie è sapientemente accompagnata da ‘La Terra Ride nei Fiori’ e da ‘Natura Morta’, immagini sfacciate in entrambi i casi in cui LaChapelle ha modo di mostrare allo spettatore la vita nella sua sfaccettatura più ineluttabile: la caducità.

L’esposizione comprende anche il video di ‘Take me to Church’ di Hozier, da lui diretto. Video da dieci milioni di visualizzazioni, dall’impatto immediato eppure – come ogni capolavoro che si rispetti – opera che costringe lo spettatore a diverse visioni prima di coglierne le innumerevoli sfumature.

La coreografia di Hale – Christofi calza a pennello le strabilianti doti artistiche di Sergei Polunin, il quale danza il dolore ed il pathos del brano del cantautore irlandese in una performance mozzafiato.


Intervista con Jade Hale - Christofi 

Proprio questo video, presente in mostra, ci ha dato modo di fare qualche domanda al coreografo per saperne di più.

Jade Hale - Christofi è un ballerino e coreografo britannico ed ha iniziato a danzare all’età di cinque anni. Arrivato alla Upper School del Royal Ballet nel 2006, ha danzato Don Chisciotte e Jabula alla Royal Opera House di Londra, per la sua specializzazione. Passato per la Francia ed il Giappone si è poi unito al National Ballet d’Irlanda e al National Ballet londinese, nel 2014. Ha danzato per la Regina Elisabetta e per Michelle Obama.

 

Approdato a Los Angeles per studiare all’Actors Studio, ha avuto modo di collaborare con LaChapelle sul brano dei Queen e Michael Jackson: ‘There Must Be More To Life Then This’, nonché ad una coreografia del tutto autonoma per ‘Take Me To Church’.

-      Puoi dirci, innanzitutto, che cosa ti ha attratto ed ispirato particolarmente nel brano di Hozier, da volerne creare una coreografia?

Il suggerimento di brano e location è venuto da David LaChapelle. Penso che l’ispirazione maggiore sia data dalla potenza della voce di Hozier e dalla consapevolezza di quanto possa essere potente Sergei quando danza. Una grande canzone può far tutto da sé ed io avevo anche il ballerino a disposizione, quindi è stato molto semplice e spontaneo. Volevo mostrare alla gente quanto possano essere sorprendenti i ballerini maschi e, se non vai a vedere un balletto vero e proprio, forse non ti capiterà mai l’occasione di vederli all’opera, per cui è stato un modo di mostrare cosa siamo capaci di fare. 

-    Certamente ti è già stato detto molte volte, ma il video ha la potenza dei veri capolavori: puoi vederlo a ripetizione eppure non perde nulla della propria magia. Puoi dirci com’è nata l’idea e come avete collaborato tu, LaChapelle e Polunin?

E’ proprio quello che ho tentato di fare, creare un pezzo che ti catturasse. Volevo che la gente lo vedesse e non percepisse tutto la prima volta, in modo da volerlo rivedere. Ho messo gesti diversi da scoprire poco a poco, in modo da darti un senso della storia e darti modo di pensare a cosa si sta guardando. Potrebbero esserci 3 o 4 storie che vogliono emergere. L’idea c’era ma doveva fuoriuscire al meglio e credo di esserci riuscito con l’imprescindibile aiuto di Sergei. 

Mi sono molto divertito a lavorare con David e Sergei, suppongo perché è andato tutto molto bene dalle prove alle riprese. David conosce bene la danza, quindi eravamo davvero sulla stessa lunghezza d’onda e questo ci ha concesso di ottenere il miglior lavoro possibile. 

-      Com’è stata scelta la location? Sergei è sempre stato la tua prima scelta, suppongo? 

David LaChapelle la scelto la location in prima battuta e ha pensato che fosse un eccellente background per il pezzo. Non l’abbiamo visto fino a pochi giorni dalle riprese, ma David ci ha dato ottime indicazioni di come sarebbe stato, cosicché immagini ed idee hanno iniziato ad affiorare da subito.

Sergei mi ha chiesto di creargli la coreografia. Quindi, fin dal primo giorno tutto è stato pensato su di lui e per il suo corpo. Il fulcro di tutto per me, era che piacesse ai suoi fans perché l’ho ideato per loro.

-    Quali sono le diverse sfide, dal punto di vista di un coreografo, tra musica classica e contemporanea?

Per quanto mi riguarda non ci sono grandissime differenze perché molta musica contemporanea può essere potente come la classica. Quando creo una coreografia cerco sempre musica che mi tocchi e che sia in grado di darmi grandi idee. 

-      A quali progetti stai lavorando?

Mi è appena stata richiesto un pezzo per il Gala De Danza Mexico ed inizierò le prove con il principal Joseph Caley del Birmingham Royal Ballet, il 2 giugno. Quindi, al momento sto lavorando assiduamente su un singolo pezzo, cercando le possibili storie da raccontare. Sono cresciuto con Joseph e so quanto è bravo, quindi riesco già ad immaginarlo mentre balla il pezzo. Non penso che verrà filmato, quindi non avrà la risonanza di ‘Take Me To Church’ ma ho dei piani per mostrarlo in futuro come parto di uno spettacolo, quindi verrà ripreso in un secondo tempo, proprio come il brano di Hozier.  

 

English

Jade Hale - Christofi is British/American/Cypriot Greek and grew up in North London and began dancing aged five. He trained at the Urdang Academy London before becoming a Junior Associate of The Royal Ballet School. He joined the Royal ballet School White Lodge and graduated Upper School in 2006. For his graduation performance he danced Don Quixote and Jabula at the Royal Opera House London. As soon as he became a professional ballet Dancer he moved to France and joined National Ballet Du Rhin in 2006, Ballet Black in London 2008, NBA Ballet Japan 2011 where he became guest Principal, The National Ballet Of Ireland 2013 and English National Ballet 2014. In his Ballet career Jade has performed for the Royal Family at Windsor Castle and Buckingham Palace. In 2012 he was asked to dance in a privet performance for Her Majesty The Queen and in 2011 danced for Michelle Obama at the Royal Opera House London.

Jade is in between London and Los Angeles to train at the Actors Studio west in Hollywood 2015. Since being in LA Jade has been working with David LaChapelle on Queen and Michael Jackson's music video "There Must Be More To Life Then This" that he was in and Co Choreographed with Sergei Polunin. He then Choreographed his own piece "Take Me To Church" by Hozier for David LaChapelle and Sergei Polunin. As well as being a Ballet Dancer, Contemporary Dancer and Choreographer Jade has modelled for Nick Knight and David LaChapelle.

-      If it’s ok for you, I’d start with ‘Take me to Church’, as I would be interested in knowing what attracted you and inspired you so much to create the choreography for this particular song.

I was given the music by David LaChapelle and told where it would be set. I think what really inspired me was how much power was in Hozier's voice and knowing how powerful Sergei can be when dancing. I great song can make a piece and I already had the dancer so everything came very easy. I wanted to show people just how amazing male ballet dancers can be. Unless you go to a ballet your probably not going to see them, so this was a way for everyone to see what we can do. 

 -      I’m sure you’ve been told this a lot recently, but the video has the power only true masterpieces have: you can watch it repeatedly and it still keeps all its magic. Can you tell me how the idea came to mind and how did the three of you collaborated together?

That's what I tried to create, a piece that captures you. I wanted people to watch it and not get everything the first time so they have to watch it again. I put different gestures in the piece for people to pick up on and to give you a sense of the story and others to make people think about what they are watching. There could be 3 or 4 different stories trying to get through. The idea was in my head but the hard part is always getting it out and with the help of Sergei I think we got pretty close. 

I had an amazing time working with David and Sergei, I guess that's why everything went so smooth from rehearsals to the shoot. David knows a lot about dance so I think all three of us were on the same page and that allowed us to do the best we could.  

-          How was the location chosen? Was Sergei always meant to dance it?

David LaChapelle chose the location before and thought it would be a great background for a piece. We never saw it until a few days before the shoot but David gave us a good idea of what it would be like and then pictures and ideas started coming into my head.

Sergei asked me to choreograph the piece for him. So from day one everything was made for him and his body. The biggest thing for me was that Sergei's fans liked it because it's really for them. 

-         What are the different challenges – from a choreographer’s perspective – between classical and contemporary music?

I can just talk for myself. For me there really isn't much of a difference because some contemporary music can be just as powerful as classical music. So when choreographing a piece I would use music that touches me and would give me great ideas.  

-          Are you working on any particular project for the near future?

Yes, I have just been asked to create a piece for Gala De Danza Mexico and will start rehearsing that with Principal ballet dancer Joseph Caley from Birmingham Royal Ballet on the 2nd of June. So at the moment I'm just playing a piece of music that I'm interested in 24/7 and thinking of different stories that could be told. I grew up with Joseph and know how amazing he is, so I can see him in my head dancing the piece already. I don't think the piece is going to be filmed so not as many people will see it like Take Me To Church but have plans in the future to make a show, this would be one of the pieces and will have it filmed like Take Me To Church. 

 

Scheda tecnica 
David LaChapelle – Dopo il Diluvio, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Fino al 13 settembre 2015.  Orario sale espositive: Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00  Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30  Domenica: 10.00 - 20.00  Biglietti: Intero € 12,50 - ridotto € 10,00 
Catalogo Giunti 2015
Infoline: 06/39967500

 

 

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