Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Luigi Moretti Architetto

Fig. 1

 

Il Maxxi inaugura il suo impegno verso l’architettura con una grande mostra dedicata a Luigi Moretti, uno dei grandi architetti del novecento, attivo dagli anni ’30 fino agli anni ‘70.

Moretti ha attraversato da protagonista la storia della cultura del ‘900, dal fascismo, che lo vide protagonista, come architetto di punta del regime, al dopoguerra in cui si legò a grandi imprese nella ricostruzione postbellica, fino agli anni della società di massa, durante i quali continuò a progettare e costruire fino al 1973, anno della sua scomparsa .

E’ questa del Maxxi la terza grande mostra, negli ultimi tre anni, dedicata a Moretti, che insieme ad un convegno ed alla pubblicazione di due grandi monografie, testimonia l’interesse della cultura architettonica nei confronti della sua opera.

La carriera professionale di Moretti ed i suoi legami con il potere politico hanno sempre pesato sul giudizio attribuito alla sua opera, tanto da non riconoscergli il posto che egli riuscì invece a conquistarsi con la incessante attività professionale, condotta con creatività, perizia e profonda conoscenza dell’architettura.

Moretti durante il fascismo realizzò edifici esemplari, elevandoli a esempi di architettura razionale, nei quali l’innovazione planimetrica formale e strutturale mettono in ombra il loro iniziale intento celebrativo.

L’obiettivo dell’attività di Moretti fu sempre una forte tensione verso la realizzazione delle proprie architetture. La costruzione fu quindi, uno dei suoi principali scopi, ed in questo senso dovrebbe essere interpretata le sua continua ricerca di legami con il potere economico e politico.

Fig. 2La mostra esplora con criterio cronologico la vicenda artistica e professionale di questo architetto, con il chiaro intento di offrire, a distanza di tanto tempo dalla sua scomparsa, una interpretazione non ideologica della sua attività, mettendo invece in risalto, con una imponente documentazione, l’alta qualità della sua architettura.

Sono esposti moltissimi documenti di progetto, dai bozzetti di idee, tracciati a matita morbida e ombre profonde, a splendide prospettive a tempera, a grafici progettuali, a modellini in legno o gesso degli edifici progettati e realizzati fino agli studi e pubblicazioni, che coprono tutta l’attività dell’architetto.

Ai cultori dell’architettura virtuale, le tecniche esecutive ed espressive utilizzate da Luigi Moretti (carta, matite, inchiostro, modellini) documentano come l’attività professionale, pur nella sua semplicità artigianale, consentì la creazione di opere di altissimo livello.

L’esposizione, molto curata sotto il profilo documentario e filologico, presenta inoltre un grande diorama didattico, che illustra comparativamente la cronologia delle opere e dell’attività di Moretti.

L’allestimento della sala riecheggia (forse ironicamente) le mostre del primo futurismo per la presenza di gigantografie in bianco e nero delle opere di Moretti, sospese ed incombenti sull’area espositiva.

Fig. 3

Per chi volesse ulteriormente approfondire la conoscenza delle architetture di Luigi Moretti, oltre alla visita all’ottimo sito dell’archivio di stato di Roma, si propone la visita di tre opere emblematiche di questo architetto, vicinissime al Maxxi:

  • la “Casa delle Armi” al Foro Italico (a cui si arriva dal vicino ponte sul Tevere), dove Moretti, giovane architetto del regime, ha interpretato i dettami del monumentalismo con sorprendente raffinatezza e modernità allacciandosi al razionalismo europeo. L’edificio, trasformato in aula giudiziaria è ridotto quasi a rudere con i rivestimenti marmorei distaccati e una ingombrante recinzione metallica che ne impedisce l’accesso e la vista.

  • La palazzina “il girasole” in via Bruno Buozzi iniziata nel 1948, nel vicino quartiere Parioli. In essa Moretti, ha tramutato il banale tipo edilizio della palazzina della nuova borghesia romana in un opera di architettura in cui la composizione, la struttura, i volumi e i materiali dialogano in perfetta sintesi.

  • il quartiere del Villaggio Olimpico, (di fronte all’auditorium) realizzato, con Libera, Cafiero, Luccichenti Monaco, per le olimpiadi del 1960. In esso il tema dell’edilizia abitativa popolare, il più discusso negli anni 50-60, ha trovato una risposta civile e architettonicamente brillante. La sapiente integrazione fra spazi verdi, abitazioni e separazione dei livelli del traffico, non è stata purtroppo mai più seguita negli interventi analoghi della capitale. Da questo momento in poi Moretti riconquista un ruolo di progettista di successo, richiesto dal committente pubblico, da società di costruzione, da committenti privati.

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1 Vista sull’allestimento
Fig. 2 Prospettiva a tempera di concorso per il Palazzo del littorio

Fig. 3 Modello in gesso della Villa De Angelis

Scheda tecnica

Luigi Moretti Architetto, dal razionalismo all’informale. MAXXI – museo delle arti del XXI secolo, via Guido Reni, Roma. A cura di Bruno Reichlin e Maristella Casciato. In collaborazione con: Accademia di Architettura, Archivio del Moderno dell'Università della Svizzera Italiana, Archivio Centrale dello Stato.
Dal 28 maggio al 28 novembre 2010, dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00, giovedì dalle ore 11.00 alle ore 22.00, lunedì giorno di chiusura.

Bibliografia

Carrano Eleonora, Luigi Moretti – le opere romane, prospettive 2005
Bruno Reichlin, Letizia Tedeschi, Luigi Moretti, Razionalismo e trasgressività tra barocco e informale, Electa Mondadori 2010
Rostagni Cecilia, Luigi Moretti 1907-1973, Electa Mondadori 2008Luigi Moretti, progetti dal sito dell’ Archivio di Stato di Roma www.architettoluigimoretti.it

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