Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Ai Weiwei alla Tate Modern

Ai Weiwei, Sunflower Seeds


Ai Weiwei è un artista concettuale cinese. Noto in occidente soprattutto per aver collaborato con Herzog & De Meuron al progetto per lo stadio di Pechino (il famoso
Bird’s Nest), realizzato in occasione delle Olimpiadi del 2008, e per aver ideato l’opera d’arte attualmente esposta nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra, Sunflower Seeds, ovvero una distesa di semi di girasole realizzati in porcellana dipinta a mano dagli abitanti di Jingdezhen, città non lontana da Pechino, dall’antica tradizione ceramica.

Molte altre però sono le cose che andrebbero dette su questo artista. Per esempio che è tra i firmatari del manifesto Charta 8, per cui il premio Nobel Liu Xiaobo sta ora scontando una pena di undici anni, oppure che ha realizzato un’indagine sulle cause del crollo degli edifici scolastici nel terremoto di Sichuan, in collaborazione con l’ambientalista Tang Zuoren, concretizzatasi in un’aperta accusa di corruzione nei confronti delle autorità locali. Che appena l’anno passato, nel corso di una mostra a Chengdu, capitale della stessa provincia del Sichuan, è stato picchiato dalle forze di polizia tanto da subire un trauma cranico, o che l’opera d’arte esposta in quella occasione era una lista dei 5000 bambini uccisi dal terremoto del 2008. Insomma Ai Weiwei è un personaggio molto scomodo per il governo cinese, soprattutto dal momento che ha un grande successo di pubblico e critica, sia in occidente che a livello nazionale. Nella cerchia dei suoi ammiratori cinesi è nominato con un’espressione che si potrebbe tradurre come “Dio Ai” e le sue opere, incentrate sulla collisione tra memoria e cultura tradizionali con la società, sono fonte d’ispirazione per molti attivisti cinesi e non. Per questo, gli attacchi alla sua persona e ai suoi diritti da parte delle autorità si sono moltiplicati nel corso degli ultimi tempi. Solo tra l’ottobre dell’anno passato, quando è stata ultimata l’installazione londinese Sunflower Seeds, ed oggi, ad esempio, il governo cinese ha ordinato la demolizione dello studio dell’artista appena costruito a Shangai (novembre 2010) e impedito ad Ai Weiwei di lasciare lo Stato (inizio dicembre 2010), per timore che partecipasse alla cerimonia di consegna dei Nobel al posto del prigioniero Nobel Liu Xiaobo.

«Non c'è libertà di stampa in Cina, non c'è una giustizia indipendente e non c'è la possibilità di dibattere o esprimere il proprio dissenso nei confronti del governo. Per questo mandano la polizia a fare lavori come questo», ha detto Ai riferendosi alla demolizione. Queste sono le ragioni che hanno sempre spinto l’artista a rifiutare il concetto de l’art pour l’art e ad identificare il suo lavoro con il proprio impegno politico e sociale. La stessa Sunflower Seeds rappresenta i semi di quel popolo che la propaganda di regime raffigurava come un campo di girasoli rivolti verso il sole (verso Mao), il miracolo dell’interazione tra l’individuo e la moltitudine, la potenzialità rivoluzionaria della collettività, ma soprattutto (cosa non meno importante dei suoi molteplici livelli di lettura) ha coinvolto nella sua realizzazione centinaia di persone che sono state pagate per collaborare, lavorando con le tecniche tradizionali e in condizioni sicure ed eque. Il risultato quindi, oltre alla creazione di un gigantesco tappeto di semi per la Tate, è stato, nelle speranze dell’autore, quello di rendere i cittadini più consapevoli dei propri diritti.

Ai Weiwei, Sunflower SeedsL’opera ha avuto poi, dal momento della sua sistemazione, una storia a sé, indipendente dall’artista, ma anch’essa particolare. Nelle intenzioni di Ai, il pubblico doveva attraversare il tappeto, interagire con i semi, toccarli per rendersi conto del loro peso e magari morderli per accertarsi che non fossero veri. E così è stato nelle prime 48 ore di esposizione al pubblico, con la gente che si sdraiava a terra, si riempiva le mani, costruiva piccoli castelli e forme, come si fa con la sabbia. Improvvisamente, poi, la zona è stata transennata, lasciando alle persone la sola possibilità di guardare l’opera, senza spiegazioni. In seguito alle proteste e alle pressanti richieste del pubblico e dei mass media, il museo ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, in cui si adduceva la scelta a problemi di sicurezza: le polveri della ceramica che si sollevavano a causa dello sfregamento tra i semi erano da considerarsi tossiche, soprattutto per il personale della Tate che sarebbe stato sottoposto ad un’esposizione prolungata. Storia chiusa, le ragioni della sicurezza hanno avuto la meglio sulle intenzioni dell’artista e hanno stimolato anche l’attenzione pubblica su questo genere di problemi: e se qualche bambino avesse ingerito accidentalmente un seme di ceramica? L’installazione era ed è ovviamente controllata da guardie, ma nessuno sarebbe abbastanza efficiente da controllare a vista ogni visitatore contemporaneamente… Ad esempio, abbiamo la certezza che qualche visitatore della prima ora abbia portato via con sé dei semi (e forse lo avremmo fatto anche noi, no?), grazie ad eBay, che ha ospitato un asta per un seme di Ai, aggiudicato poi per 28£.

Non è tutto. Il 15 febbraio si terrà la consueta asta primaverile di arte contemporanea da Sotheby’s e là verranno presentate opere di Andy Warhol, David Hockney, Bridget Riley, Antony Gormley, Gerhard Richter, ma anche cento chilogrammi di semi di ceramica provenienti dall’installazione della Tate, la cui vendita è stimata attorno a 120000 £. Chissà cosa penserebbero a riguardo gli artigiani che li hanno dipinti a mano nelle loro case, nella lontana e chiusa Cina? Non ci è dato saperlo. Ci è dato invece conoscere di più della preparazione dei semi e della vita di questi artigiani grazie al video visibile presso la Turbine Hall, a pochi metri dall’opera, ma anche dal sito della Tate. Un documentario delicato e vero sul pensiero dell’artista, sul lavoro manuale e sull’arte come mezzo di riscatto sociale. Da vedere anche se non si ha la possibilità di visitare Londra entro il mese di maggio, quando Sunflower Seeds sarà smantellata e sostituita da un’altra opera creata ad hoc per il museo. E, per dovere di cronaca, l’opera dal vero ha un impatto molto “silenzioso”, ma potente.

Sunflowers supported the revolution, spiritually and in material ways”. (Ai Weiwei)


Scheda tecnica
Ai Weiwei, Sunflower Seeds, Tate Modern, Londra. 12 ottobre 2010  –  2 maggio 2011
Orari: Domenica - Giovedì, 10.00–18.00; Venerdì - Sabato, 10.00–22.00.
Ingresso gratuito.

Link
http://www.youtube.com/watch?v=PueYywpkJW8 : video di commento all’installazione della Turbin Hall, “Sunflowers supported the Revolution, spiritually & in material ways”.
http://www.tate.org.uk/modern/exhibitions/unileverseries2010/default.shtm : pagina sull’installazione alla Turbine Hall, dal sito della Tate Modern.
http://www.aiweiweifilm.org/en/ : “Ai Weiwei: Never Sorry TEASER”.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/charta-08-il-testo-del-manifesto-promosso-dal-nobel-per-la-pace-liu-xiaobo/ :
CHARTA 08, il testo del manifesto promosso dal Nobel per la pace Liu Xiaobo



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