Fogli e Parole d'Arte

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il 23 ottobre 2007.

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Adolf Loos. Un ritratto privato, di Claire Beck

 

La fama di Adolf Loos è legata ad alcune case costruite, come la villa Steiner e il palazzo di Michaelerplatz a Vienna, ad alcuni progetti stravaganti, come la colossale colonna dorica/grattacielo pensata per il Chicago Tribune, e agli scritti radicali e pungenti, tra cui il celeberrimo “Ornamento e delitto”, divenuto slogan e programma del razionalismo architettonico.

Cecoslovacco di nascita, austriaco per residenza, cosmopolita per vocazione, Loos fu protagonista dei suoi tempi in modo discreto ed elegante, anche se non mancò di far parlare di sé per qualche intemperanza e per una vita privata non sempre conforme alle regole. Sposatosi tre volte, l'ultima nel 1930 quando aveva 60 anni e la nuova moglie Claire appena 25, Loos morì pochi mesi dopo la fine anche di quel matrimonio, nel 1933. Claire Beck Loos nel 1936 pubblicò un libretto di ricordi, quasi un diario, dei giorni trascorsi con Dolfi (tale il vezzeggiativo), allo scopo di incassare denaro per la costruzione di una tomba per l'architetto. Claire era ebrea e morì in un campo di concentramento nel 1942.

Nelle bibliografie su Loos quel libro risulta spesso in citazione, ma in Italia il suo effettivo contenuto era poco noto, vista la mancanza della traduzione e la sensazione che comunque non potesse essere un libro tecnicamente interessante. L'editore Castelvecchi colma questa lacuna settanta anni dopo facendo uscire, a un costo peraltro eccessivo per un fascicolo di poco più di 100 pagine, la prima edizione italiana di “Adolf Loos privat”. In Italia Loos è stato molto studiato e continuano a uscire monografie su di lui, anche se spesso ripetitive e ridondanti, di conseguenza l'interesse per questo diario è stato notevole, premiato da un immediato successo di vendite.

Chi conosce l'architettura loosiana sa che il maestro considerava la professione una forma di alto artigianato (non una forma d'arte quindi) e disprezzava i colleghi che costruiscono case non per il cliente reale, ma per un'idea astratta di comfort ed eleganza. Scrive Claire che “Loos adeguava il suo lavoro alle possibilità del cliente. Anche con poco denaro era comunque in grado di creare qualcosa di assolutamente straordinario. Non solo era un grande disegnatore di interni, ma possedeva anche una conoscenza eccezionale dei materiali” (pag. 29). La coppia Loos Beck

Nei suoi numerosi articoli, Loos denuncia l'ornamento in quanto superfluo, e in questo libro della moglie veniamo a sapere che egli, spesso in difficoltà economiche, riteneva di essere in debito con l'umanità, perché le aveva fatto risparmiare montagne di soldi eliminando i costi di inutili lussi. Claire racconta anche del rapporto privilegiato di Loos con i muratori, i marmisti, i falegnami che lavoravano nei suoi cantieri, ai quali spiegava mille trucchi del loro stesso mestiere: “Loos preferiva inoltre lavorare con piccoli artigiani, poco esosi, e con i quali si intendeva meglio che con gli ebanisti o con gli ingegneri. Si sentiva umanamente molto legato a questa gente semplice e buona, e quelli del canto loro … consideravano Loos uno di loro” (pag. 29). 

Loos vede e prevede a tre dimensioni, sa in solido come sarà la casa in costruzione, ne vede gli spazi futuri. Nei suoi articoli e saggi svaluta i disegni di mappe e sezioni, che non fanno vedere lo spazio e anzi lo appiattiscono; analogamente, leggiamo negli scritti della moglie piccoli episodi progettuali in cui l'architetto conferma nei fatti quanto andava scrivendo in teoria. Scrive Claire che, dopo il commento di un cliente che ha paragonato le sue architetture a quelle di una nave, Loos esclama: “...finalmente qualcuno ha capito davvero la mia architettura. La nave è il prototipo della casa moderna. Lo spazio è utilizzato totalmente: nessun inutile spreco. … Costruire nello spazio, Raumplan, progettazione spaziale. Non penso per piani orizzontali, costruisco nello spazio, su tre dimensioni” (pag. 43).

Il libro di Claire (Lerle) peraltro affronta solo i due anni di convivenza dal 1930 al 32, quando Loos (Dolfi) era già famoso; non può quindi raccontarci molto della formazione e dei primi scandalosi progetti, che solo a tratti si intravedono nei ricordi. Assistiamo invece a un susseguirsi di episodi divertenti, in cui lo spirito ironico e spesso giocoso di Loos è evidentissimo, sublime la sua assenza di senso pratico nella vita quotidiana, strepitose le scelte progettuali (rimaste sulla carta) basate su improvvisi lampi e fantasie sfrenate.

I comprimari sono molti, spesso soltanto citati, come il primo e più grande amico, il giornalista e scrittore Karl Kraus, o l'allievo Heinrich Kulka, che ne fu il principale biografo, o come vari personaggi illustri del tempo, da Arnold Schoenberg a Josephine Baker. Può sembrare incredibile che sistematicamente quest'uomo si spostasse tra Vienna, Parigi, Berlino, Praga, Nizza, e vivesse in albergo, ricevesse a pranzo vari invitati, si vestisse come un dandy e non avesse un soldo da parte, neppure un conto in banca! Il racconto dell'apertura di un conto corrente voluto da Claire è spassosa e si conclude così: “<Come mai non ci sono più soldi in banca?> disse Loos, sinceramente sorpreso. <Ce li avevi messi!>. Pensava che si potessero prelevare soldi per un tempo illimitato.

In altre occasioni, quando i soldi finiscono, dice alla moglie che arriveranno, e in effetti (almeno nel racconto della donna, sicuramente condito di qualche esagerazione) i soldi poi provvidenzialmente giungono da un cliente o da un amico o dalle più imprevedibili fonti. A volte, l'architetto se ne esce con idee particolari per diventare ricco, come quando “vuole trasformare un piccolo mulino vicino Praga in un ristorante, meta d'escursioni. … L'intero progetto alla fine cade perché la strada da Praga al piccolo mulino è troppo dissestata per le automobili. Ovviamente, i soldi per mettere a posto la strada non si trovano” (pag. 75).

Il tenore del libro è questo e si è capito sicuramente che non è, come ci si aspettava, un libro tecnicamente interessante; non ci sono dati precisi, non c'è storiografia o analisi razionale del lavoro di Loos. Ma per capire meglio questo architetto, che fu forse il vero genio di inizio secolo e che aprì la strada a mille progetti e a mille nuove esperienze, queste buffe pagine scritte dall'ultima moglie sono – mi si creda – imperdibili.

 

Scheda tecnica
Claire Beck, Adolf Loos. Un ritratto privato, 2013, Roma, Castelvecchi. Euro 16,50 ISBN 9788868261023

 

 

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