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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Architetti, architettura, design

I disegni giovanili di Le Corbusier. 1902-1916

 

In quel saggio di grande rilievo che è L’Art décoratif d’aujourd’hui (edito per la prima volta nel 1925 e ripubblicato nel 2015 da Quodlibet a cura di Domitilla Dardi con il titolo L’arte decorativa) l’architetto, urbanista e pittore svizzero Charles-Édouard Jeanneret-Gris, universalmente noto con lo pseudonimo di Le Corbusier (1887-1965) scrive: «Ho trascorso gli anni della mia infanzia con i miei compagni nella natura. Mio padre aveva una vera passione per le montagne e il fiume che formavano il nostro paesaggio. Eravamo tutto il tempo sulle cime dei monti. I vasti orizzonti ci erano familiari. Quando il mare di nebbia si stendeva all’infinito, era per me come un vero mare, che io non avevo ancora mai visto. Era il culmine dello spettacolo. […] Quella dell’adolescenza è l’età della curiosità insaziabile. Io sapevo come sono fatti i fiori, dentro e fuori, conoscevo forme e colori degli uccelli, ho capito come cresce un albero e perché riesce a stare in equilibrio anche in mezzo al temporale».

Fig. 1

Queste affermazioni esprimono pienamente la notevole importanza che l’osservazione del mondo della natura riveste per l’artista sin dalle prime fasi della sua vita, e proprio la natura è uno dei soggetti maggiormente rappresentati nella splendida esposizione I disegni giovanili di Le Corbusier. 1902-1916, situata presso il Teatro dell’architettura dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio. Inaugurata il 19 settembre 2020, la mostra sarà aperta sino al 24 gennaio 2021 ed è promossa dalla Fondazione Teatro dell’architettura, con la collaborazione dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio. Spunto per l’allestimento della rassegna è l’uscita del primo volume del Catalogue raisonné des dessins de Le Corbusier, curato dalla storica dell’arte Danièle Pauly e pubblicato dalla casa editrice AAM Éditions di Bruxelles in collaborazione con la Fondation Le Corbusier e con l’apporto della Fondazione Teatro dell’architettura di Mendrisio. Il percorso espositivo, realizzato sempre sotto la supervisione di Danièle Pauly, comprende più di ottanta disegni originali e inediti provenienti da collezioni private e pubbliche svizzere, senza dimenticare alcune riproduzioni di disegni appartenenti alla Fondation Le Corbusier di Parigi.

L’attenzione del visitatore si focalizza sui disegni che il giovane Le Corbusier eseguì tra il 1902 e il 1916. Il 1902 è l’anno del suo ingresso nell’École d’Art et d’Industrie della sua città natale, La Chaux-de-Fonds, dove si forma come incisore e cesellatore di casse di orologi e segue le lezioni del maestro Charles L’Eplattenier, pittore influenzato dalle idee di John Ruskin e dal movimento Arts and Crafts (sarà proprio Charles L’Eplattenier a indirizzare Le Corbusier verso la decorazione d’interni e l’architettura, mentre la sua prima intenzione era quella di dedicarsi alla pittura). Il 1916 è invece l’anno che precede il definitivo trasferimento dell’artista in Francia, a Parigi, e l’apertura dello studio di architettura al numero 20 di rue de Belzunce. Alla base di un cospicuo numero di disegni ci sono infatti l’osservazione dei principali monumenti parigini e i lunghi studi sulla cattedrale di Notre-Dame e negli splendidi musei della città, come egli rivela sempre in L’Art décoratif d’aujourd’hui: «I musei mi hanno fornito certezze, senza lacune né inganni. Le opere sono sempre lì, come entità a sé, la conversazione è senza trucchi, l’intimità a discrezione di chi interroga; l’opera risponde sempre alle domande che le vengono poste. Le opere nei musei sono una buona scuola. Io ho interrogato solo quelle che non sono considerate ‘i grandi capolavori’».

Fig. 2

Fig. 3

Oltre a riprodurre una gamma estremamente vasta di soggetti, i lavori che costituiscono il percorso espositivo mostrano il ruolo chiave posseduto per Le Corbusier dalla pratica del disegno, un’attività che assume funzioni diverse a seconda delle fasi della vita dell’artista. In età giovanile, infatti, il disegno è strumento di approccio alla realtà e osservazione di essa, soprattutto del mondo della natura; significativi sono gli studi, soprattutto quelli floreali, di cui un bell’esempio è offerto da Studi di fiori di montagna (Fig. 1). Durante i soggiorni a Parigi il disegno diventa il mezzo privilegiato della ricerca, che si concentra in particolare su Notre-Dame, raffigurata in numerose immagini: spesso la mano dell’artista rappresenta singole parti, come la galleria superiore (Fig. 2) o una finestra (Fig. 3), ma si incontra anche un acquerello intitolato Notre-Dame e i tetti parigini (Fig. 4). Ancora una volta si trova riscontro di tale attività nellepagine de L’Art décoratif d’aujourd’hui: «Ho conosciuto il fervore della ‘costruzione’. Passavo pomeriggi interi a Notre-Dame, munito dell’enorme mazzo di chiavi del Ministero delle Belle Arti. Conoscevo gli angoli più reconditi della cattedrale, fino alla cima delle torri, dei pinnacoli e degli archi rampanti. Era per me una vera epopea del Gotico. Ma l’ammirazione che avrei volentieri riservato alla sua forma e alla sua poetica si era ora interamente concentrata sulle sue strutture». L’osservazione dei disegni relativi a Notre-Dame consente pure di comprendere uno dei tratti distintivi dell’intera mostra, a conferma del carattere estremamente poliedrico della fisionomia di Le Corbusier, non soltanto come artista e intellettuale (si ricordi che lui stesso, superando ogni barriera disciplinare, si definiva homme de lettres), ma anche come disegnatore; degna di nota è infatti la varietà delle tecniche adottate, che comprendono la mina di grafite, il carboncino e l’acquerello. Infine, il disegno è anche strumento di conservazione della realtà, ausilio concreto per la memoria: negli schizzi esposti al Teatro dell’architettura si individuano molteplici tracce dei viaggi di studio compiuti in Europa dal 1907 al 1911 (oltre alle varie capitali europee Le Corbusier visita alcune delle più belle città italiane, tra cui Firenze, Pisa, Siena, Lucca, Ravenna, Bologna, Padova, Venezia, Napoli e Pompei). A questi itinerari si aggiunge il famoso viaggio in Oriente in compagnia dell’amico e studente di storia dell’arte Auguste Klipstein.

Fig. 4

Dopo i quattro anni trascorsi prevalentemente all’estero Le Corbusier torna in Svizzera e, oltre a dedicarsi all’insegnamento presso la scuola d’arte della natia La Chaux-de-Fonds, realizza numerosi progetti architettonici provvedendo anche all’esposizione di alcuni dei suoi disegni. Non mancano frequenti viaggi a Parigi, dove si trasferirà definitivamente nel 1917; nonostante l’intensa attività architettonica e teorica, continuerà a dedicarsi alla pratica del disegno, che considerava il suo «lavoro segreto» e a cui aveva riservato uno spazio essenziale dell’esistenza, come dichiara lui stesso nel 1965, l’anno della morte: «Ogni giorno della mia vita è stato dedicato in parte al disegno. Non ho mai smesso di disegnare e dipingere, cercando laddove potevo trovarli i segreti della forma».

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1, Le Corbusier, Studi di fiori di montagna, 1905, mina di grafite e acquerello su carta, 25×36 cm, Coll. André Zwahlen, Svizzera.
Fig. 2, Le Corbusier, Notre-Dame de Paris, galleria superiore, 1908, mina di grafite, carboncino e inchiostro diluito su carta bistro, 50×32.5 cm, Coll. André Zwahlen, Svizzera.
Fig. 3, Le Corbusier, Notre-Dame de Paris, finestra superiore, 1908, mina di grafite, carboncino, acquerello e inchiostro su carta bistro, 50×32.5 cm, Coll. André Zwahlen, Svizzera.
Fig. 4, Le Corbusier, Notre-Damee i tetti parigini, 1908, acquerello su carta, 28×22.5 cm, Coll. André Zwahlen, Svizzera.

 

Scheda tecnica

Mostra I disegni giovanili di Le Corbusier. 1902-1916. Teatro dell’architettura, Mendrisio.
Aperta dal 19 settembre 2020 al 24 gennaio 2021. Orari: dal martedì al venerdì: 14.00-18.00; sabato e domenica: 10.00-18.00. È gradita la prenotazione: +41 58 666 5967;  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Intero: CHF/€ 10.Ridotto: CHF/€ 7 (studenti con tessera, FAI Italia, FAI Swiss, OTIA, AVS/AI, gruppi). Ingresso gratuito: studenti, collaboratori e docenti USI-SUPSI, Amici dell’Accademia di architettura, tutti sotto i 18 anni e tutti gli studenti delle scuole del Cantone Ticino.

 

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