Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
4999523

Abbiamo 232 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Fogli freschi di stampa

Mecenati e pittori. L’arte e la società italiana nell’epoca barocca, di Francis Haskell

 

 

Pubblicato per la prima volta nel 1963 con il titolo originale Patrons and Painters. A Study in the Relations Between Italian Art and Society in the Age of the Baroque, il libro di Francis Haskell (1928-2000) Mecenati e pittori. L’arte e la società italiana nell’epoca baroccarappresenta senza dubbio uno dei testi fondativi della storia dell’arte moderna. Considerato un classico per la conoscenza delle modalità con cui avvenne il processo di creazione artistica nei grandi centri dell’Italia barocca (in primo luogo Roma e Venezia), Mecenati e pittori contiene anche eccellenti indicazioni di metodo per chiunque voglia dedicarsi allo studio di uno dei periodi più fecondi dell’arte europea.

È in questa prospettiva che assume pienamente senso e valore la ripubblicazione di tale saggio presso Einaudi; l’uscita del 2019 nella collana Grandi Opere è stata seguita da quella del 2020 nella Piccola Biblioteca Einaudi, curata da Tomaso Montanari, autore della Premessa al testo, che inizia con queste parole (cfr. Premessa, p. VII): «Storia dell’arte, storia degli uomini, storia delle idee: nelle pagine di Mecenati e pittori queste e altre storie si intrecciano, formando una fittissima rete di connessioni grazie alla quale dipinti, sculture, architetture riacquistano i loro significati. Una rete tanto estesa da riuscire a restituire l’immagine di una intera società, quella dell’Italia nell’età barocca. Una rete così originale e carica di futuro da rivelare il profilo di uno studioso tra i più curiosi e innovativi del Novecento europeo: “divagando e accostando saltava di palo in frasca, prima di tutto perché aveva in testa un’infinità di cose, e l’una gli richiamava l’altra, ma specialmente per la passione di far confronti, di scoprire rapporti, di segnalare influenze, di mettere a nudo il complicato congegno della cultura”. Sono queste le parole che mi tornarono con forza in mente durante l’ultimo seminario tenuto da Francis Haskell a Pisa, nel marzo del 1999: parole che ritraggono un maestro appassionato, il Kretzschmar del Doctor Faustus di Thomas Mann».

Partendo dall’evocazione di un ricordo personale, Montanari sintetizza i tratti distintivi di questo saggio che, senza peraltro trascurare problemi come la datazione e l’attribuzione delle opere d’arte, mira innanzitutto a ricostruire il variegato universo delle committenze, indagando i rapporti spesso difficili che si venivano a instaurare tra gli artisti e i loro mecenati. Realizzare una nuova edizione di Mecenati e pittori equivale dunque a fornire un prezioso strumento tanto ai professionisti del settore quanto al grande pubblico degli appassionati di storia dell’arte, per i quali l’intento didascalico deve sempre essere accompagnato da una presentazione accattivante dei contenuti. Così spiega sempre Montanari (cfr. Premessa, p. VIII): «Ripubblicarlo (in questa edizione sorvegliatissima quanto alla traduzione e alla bibliografia: il che avrebbe deliziato l’autore), significa rimettere uno strumento essenziale nelle mani degli studenti di storia dell’arte, degli storici dell’arte adulti, degli storici e degli umanisti in genere. E anche di quel largo pubblico che sempre più cerca di stabilire su qualche solido fondamento un rapporto con la storia dell’arte che in troppi si sono visti negare a scuola».

 

 Fig. 1, Pietro da Cortona, Trionfo della Divina Provvidenza

 

Fig. 2, Giambattista Tiepolo, Allegoria nuziale

Fig. 3, Giambattista Tiepolo, Il banchetto di Antonio e Cleopatra

 

Come si osservava, la trattazione di Haskell è incentrata sostanzialmente sui rapporti fra arte e società e, nello specifico, sulla descrizione del fenomeno del mecenatismo, che nell’Italia tra Seicento e Settecento portò alla realizzazione di straordinari capolavori. Per quanto concerne la città di Roma, a cui è appunto dedicata la prima parte dell’opera, una funzione di grande importanza è rivestita dalla famiglia Barberini, dalla quale provengono illustri figure del mondo ecclesiastico, tra cui spicca quella del pontefice Urbano VIII; alle molteplici committenze dei Barberini sono legati alcuni degli artisti più celebri del tempo, da Gian Lorenzo Bernini a Pietro da Cortona. Reca la firma di quest’ultimo, per esempio, uno degli affreschi più rappresentativi del Barocco romano, ossia il Trionfo della Divina Provvidenza che orna la volta del salone di Palazzo Barberini a Roma (Fig. 1). Dotato di dimensioni monumentali che consentono di avvicinarlo alla Cappella Sistina decorata da Michelangelo, questo affresco possiede una valenza schiettamente encomiastica: celebrare le glorie dei Barberini, antica famiglia toscana (probabilmente originaria di Barberino in Val d’Elsa) di cui è ben visibile lo stemma, caratterizzato da tre api dorate in una ghirlanda d’alloro su sfondo azzurro.

Al progressivo declino del mecenatismo romano corrisponde l’incremento di quello straniero; numerosi artisti italiani ricevono infatti committenze dall’estero, ma l’Italia del Settecento conosce una stagione assai fiorente a Venezia, dove operano artisti come Tiepolo, Canaletto, Bernardo Bellotto, Rosalba Carriera e tanti altri. Nella moltitudine di pittori della Venezia barocca un posto di indiscutibile rilievo spetta a Giambattista Tiepolo (1696-1770), la cui fama oltrepassa i confini dell’Italia arrivando sino in Spagna; non a caso, egli muore a Madrid, dove era giunto nel 1762 su invito di Carlo III di Spagna per decorare gli ambienti del nuovo palazzo reale. Tiepolo è autore di una vastissima produzione pittorica, prevalentemente di argomento storico e religioso. Non sono poi da trascurare i lavori che egli eseguì per nobili casate veneziane come la famiglia Rezzonico, la cui dimora, oggi trasformata in museo, si affaccia direttamente sul Canal Grande ed è uno dei palazzi più antichi della città; si ricordi in proposito l’Allegoria nuziale (Fig. 2), realizzata per la celebrazione del matrimonio tra Ludovico Rezzonico e Faustina Savorgnan.

Un apporto essenziale per la comprensione della produzione artistica dell’epoca è fornito dal ruolo ricoperto dai mecenati; alla figura del conte Francesco Algarotti (1712-1764), letterato, filosofo e collezionista è legata, per esempio, la genesi di un famoso olio su tela sempre di Giambattista Tiepolo, Il banchetto di Antonio e Cleopatra (Fig. 3), conservato alla National Gallery of Victoria di Melbourne dal 1933, dopo essere stato di proprietà della zarina Caterina la Grande di Russia e aver fatto parte della collezione del Museo dell’Ermitage nella città che allora si chiamava San Pietroburgo e divenne in seguito Leningrado (il nome originale fu ripristinato il 6 settembre 1991).

Sebbene presenti alcuni aspetti problematici, spesso messi in luce dalla critica (per esempio l’aver posto in secondo piano la Roma del Settecento a favore della Venezia barocca e il non aver operato una distinzione netta tra collezionismo e mecenatismo), il saggio di Haskell rimane certamente una pietra miliare nella storia degli studi e costituisce il punto di partenza per qualsiasi riflessione su alcuni dei fenomeni più importanti dell’arte italiana tra XVII e XVIII secolo. Caratterizzata dalla pregevole traduzione di Vincenzo Borea e corredata di una quarantina di illustrazioni in bianco e nero, questa nuova edizione di Mecenati e pittori aiuta a riscoprire un’epoca d’oro dell’arte italiana, durante la quale videro la luce alcune delle opere più importanti della pittura di tutti i tempi, e in cui la produzione artistica appare sempre strettamente legata alla storia della cultura e della società. Proprio la necessità di un approccio globale alla storia dell’arte è forse la principale lezione di Haskell, l’aver insegnato – come si legge nella Premessa a p. VIII – che «non solo la storia dell’arte non poteva che esser presa e praticata tutta intera, ma soprattutto non la si poteva sradicare dal suo vasto, complicato e affascinante intreccio con una più ampia e avvolgente storia della cultura».

 

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1, Pietro da Cortona, Trionfo della Divina Provvidenza, 1632-1639,Palazzo Barberini, Roma.

Fig. 2, Giambattista Tiepolo, Allegoria nuziale, 1757-1758, Ca’ Rezzonico, Venezia.

Fig. 3, Giambattista Tiepolo, Il banchetto di Antonio e Cleopatra, 1743-1744, National Gallery of Victoria, Melbourne.

 

Scheda tecnica

Francis Haskell, Mecenati e pittori. L’arte e la società italiana nell’epoca barocca, a cura di Tomaso Montanari, traduzione di Vincenzo Borea, Piccola Biblioteca Einaudi Ns, pp. XXXII – 664, ISBN 9788806244330, 32,00 €.

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie