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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.
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Cento anni fa, nel 1919, la nuova costituzione della neonata repubblica tedesca fu scritta e firmata a Weimar, storica città indissolubilmente legata al nome del suo più illustre cittadino, J. W. Goethe. Ma la città di Goethe era destinata a essere ricordata anche e proprio per quella originale costituzione, democratica e radicalmente innovativa, al punto che il nuovo stato tedesco fu ribattezzato la Weimarer Republik, la Repubblica di Weimar. Nello stesso anno, a Weimar si firmava un altro atto, l'istituzione di una scuola di arti applicate il cui nome, in modo del tutto insolito, veniva proposto come uno slogan, Bauhaus, dal suo fondatore e direttore, l'architetto berlinese Walter Gropius. Sin dalla nascita quindi le vicende del Bauhaus (un termine neutro in tedesco che in italiano è stato trasformato ora in un maschile ora in un femminile) si incrociavano, non certo per destino, con le vicende politiche. Il progetto Bauhaus nasceva come scuola, ma anche come comunità, come idea, come fatto intrinsecamente politico, democratico e sociale.
Sono ben note le vicende successive, per cui il progressivo propagarsi di governi locali legati al nazismo costrinse il Bauhaus a trasferirsi da Weimar a Dessau (1924) e poi da Dessau e Berlino(1931), per segnarne infine la chiusura per ordine dello stesso Hitler, appena eletto cancelliere, nel 1933. La Repubblica di Weimar e il Bauhaus sono quindi fratelli gemelli nella nascita e nella morte, oltre che nella disposizione quasi utopica del proprio modello vitale.
Weimar, Dessau, Berlino, le tre città della scuola: ognuna celebra il centenario con notevole impiego di mezzi, rifacendo quasi da capo le strutture museali e di archivio. Dessau in particolare ha restaurato la scuola di Gropius e le case degli insegnanti e ha inaugurato un nuovo grande museo, mentre l'ingrandimento del bauhaus-archiv a Berlino deve ancora essere completato. Nella capitale peraltro è stata organizzata la mostra probabilmente più ricca, al centro di varie altre iniziative come conferenze, dibattiti, spettacoli, nella sede della Berlinische Galerie, una struttura relativamente nuova specializzata in mostre di fotografia e di architettura, con una collezione permanente di arte moderna berlinese.
La scelta dei curatori è stata prevalentemente didattica, con un occhio particolare ai giovani visitatori. Sono esposte centinaia di fotografie e vengono proiettati alcuni filmati documentari, ma la parte più interessante è legata naturalmente agli oggetti di design, tra cui spiccano i prototipi, ovvero gli originali, delle sedie metalliche di Marcel Breuer, della lampada da tavolo di WilhelmWagenfeld, delle teiere di Marianne Brandt.
Ampio spazio anche per le ceramiche, che furono uno dei punti di forza dei laboratori nel periodo di Weimar, e naturalmente per l'edifico-icona del Bauhaus a Dessau (che deve comunque essere visitato dal vero per poterne comprendere sino in fondo la portata rivoluzionaria e la qualità estrema dell'oggetto architettonico). Una breve sezione segnala anche i successori del Bauhaus, a Ulm e in America.
Il mondo del Bauhaus ci viene dispiegato quindi non solo come fatto artistico, ma anche attraverso la componente umana, il rapporto tra i protagonisti, gli argomenti sociali. I costumi e i balletti allestiti da Oskar Schlemmer trovano il loro giusto rilievo anche in questa mostra, insieme al famoso quadro con gli studenti che salgono le scale. Su questo tema, alla doppia rampa al centro dell'edificio della Berlinische Galerie è stata sovrapposta una gigantografia della scala centrale dell'edificio del Bauhaus a Dessau, con un bell'effetto scenografico.
Tra tante immagini, è emozionante e quasi commovente vedere riprodotta in grande formato la foto di Klee e Kandinsky seduti nel giardino della casa bifamigliare in cui vissero a Dessau, mentre da buoni amici bevono insieme una tazza di tè.
Oltre agli aspetti documentari, la mostra propone - si può immaginare per una propensione specifica dei curatori - un parallelo interessante con la rivoluzione dadaista nell'ambito soprattutto della fotografia, dei fotomontaggi e della grafica. Molte scelte pubblicitarie del Bauhaus sono sicuramente più vicine agli effetti dadaisti che non alla logica razionalista e l'accostamento dei due mondi colpisce nel segno.
Un'attenzione particolare, giustamente, è rivolta all'aspetto didattico. In mostra, e catalogati in un bel volume autonomo (übungsbuch, libro degli esercizi) che fa da pendant all'ampio ed esauriente catalogo, sono raccolti vari testi degli esercizi proposti dai maestri, con le prove degli studenti. Si va quindi dalle forme espressioniste ed esplosive di Johannes Itten, che fu il primo titolare del corso propedeutico a Weimar, a quelle controllatissime di Lazslo Moholy-Nagi e poi geometriche di Josef Albers, i due successori di Itten (licenziato da Gropius per evidenti dissonanze metodologiche) che incarnano i concetti di equilibrio e armonia ricercati dalla scuola.
Due trovate divertono il pubblico: la prima è la possibilità di farsi fotografare seduti sulla sedia Wassily di Breuer imitando la famosa fotografia (che sta sui manifesti della mostra) di una donna seduta mascherata. La seconda, molto apprezzata dal pubblico, consta di una decina di schermi a disposizione dei visitatori per eseguire personalmente esercizi ispirati a Itten e Albers utilizzando le dita su tavolette grafiche. I risultati di copie mnemoniche, disegni di animali, elementari composizioni geometriche ed altro, sono proiettati su una parete, per una esecuzione collettiva che ha un bizzarro aspetto artistico per conto suo.
Infine, in una grande sala ci si può sedere e leggere i cataloghi o, per i bambini, disegnare su blocchi di carta stando sdraiati su grandi divani.
Da non perdere a Berlino, sino al 27 gennaio del 2020.
nb Il Bauhaus proponeva a livello ortografico una piccola rivoluzione, di eliminare le lettere maiuscole dall'alfabeto. Perciò correttezza vuole che citando i testi originali le maiuscole scompaiano, di per sè qualcosa di molto insolito soprattutto per la lingua tedesca che tuttora impone il maiuscolo per qualunque sostantivo.

original bauhaus (Marianne Brandt, Tee-Extraktkännchen, 1924 © VG Bild-Kunst Bonn / Bauhaus-Archiv Berlin, Foto: Fred Kraus)

Donna seduta con maschera di scena. Maschera di Oskar Schlemmer, sedia di Marcel Breuer. (Sitzende mit Bühnenmaske von Oskar Schlemmer im Stahlrohrsessel von Marcel Breuer, Foto: Erich Consemüller, um 1926, Bauhaus-Archiv Berlin, © Dr. Stephan Consemüller)

L'edificio del Bauhaus a Dessau in una cartolina inviata da un allievo alla madre. (Bauhausgebäude Dessau, Fotopostkarte eines Bauhäuslers an seine Mutter, 1927, Foto: Lucia Moholy, 1925 – 1926, Bauhaus-Archiv Berlin © VG Bild-Kunst Bonn 2019)

Teiera, di Marianne Brandt (Marianne Brandt, Tee-Extraktkännchen (MT 49), 1924, Bauhaus-Archiv Berlin. Foto: Gunter Lepkowski © VG Bild-Kunst, Bonn 2019

Armadio su ruote per scapoli, di Josef Pohl (Kleiderschrank auf Rollen für Junggesellen, Entwurf von Josef Pohl, 1930, Bauhaus-Archiv Berlin / Fotostudio Bartsch)

Balletto triadico, di Oskar Schlemmer (Das Triadische Ballett von Oskar Schlemmer, Gruppenfoto aller Figurinen im Regieheft für den Komponisten Hermann Scherchen, 1927, Foto: Ernst Schneider, Bauhaus-Archiv Berlin)

La sedia Wassily in acciaio, di Marcel Breuer (Stahlrohr-Armlehnsessel, Entwurf (1925) von Marcel Breuer, Bauhaus-Archiv Berlin, Foto: Fotostudio Bartsch © Estate Marcel Breuer

Scala del Bauhaus, copia di Carl Schlemmer dall'originale del fratello Oskar (Carl Schlemmer, Bauhaustreppe, 1958, Öl auf Hartfaserplatte, 162 x 103 cm, Privatbesitz, Foto: Markus Hawlik)
Scheda tecnica
original bauhaus, Berlinische Galerie, Alte Jacobstrasse 124-128, Berlino. Aperta dalle 10 alle 18 tutti i gioni escluso il martedì. Biglietto 12 euro.
Cataloghi original bauhaus e übungsbuch, in versione tedesca e inglese,curati dal bauhaus-archiv berlinese e stampati dall'editore Prestel, Monaco-Londra-New York.