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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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«Una sottile impiallacciatura di realtà immediata ricopre la materia, naturale o artificiale, e chiunque voglia restare nel presente, col presente, sul presente, è pregato di non rompere la tensione superficiale. Altrimenti l’inesperto taumaturgo si ritroverà non più a camminare sull’acqua ma a inabissarsi dritto in piedi, fra gli sguardi stupefatti dei pesci. Ulteriori chiarimenti tra poco»
(V. Nabokov, Cose trasparenti)
Transparent Things (1972) è il romanzo breve di Vladimir Nabokov in cui Hugh Person, editore americano, torna per la quarta volta a Witt, un piccolo villaggio svizzero.
Ogni viaggio si presenta su due piani: da un lato i fatti - la presenza del padre, l’intervista a uno scrittore eccentrico, un omicidio commesso tra sonnambulismo e follia e, infine, una permanenza dal sapore retrospettivo, dall’altro i moti interiori di Person, descritti con la maestria dall’autore di opere come Lolita1 (1955) e Fuoco Pallido (1962).
Muovendosi tra passato e futuro, tra oggetti, suoni e parole da un doppio significato – proprio e oggettivo – Hugh torna in Svizzera con lo spettro di un compito da portare a termine, correggere le bozze del testo Tralatitions2. Lontano dai confini austriaci e britannici, il titolo di quest’opera fittizia riecheggia il Tractatus Logico-Philosophicus di Luwdig Wittgenstein (1921), sulle cui proposizioni si rintraccia una certa ironia da parte dello scrittore3. Inoltre, le Ricerche Filosofiche (1953) sembrano fare da sottofondo all’intero romanzo, la cui trama si intreccia sulla tensione tra la dimensione privata del protagonista e l’esterno, sebbene Nabokov precisi di non aver conosciuto Wittgenstein o studiato i suoi frammenti4.
Le cose trasparenti sono gli oggetti del quotidiano che lo scrittore descrive passando agilmente dal generale al particolare, arrivando ad emulare in forma letteraria gli ingrandimenti di una cinepresa. Sebbene il filtro sia la voce del narratore, gli oggetti non sono descritti unicamente in relazione all’essere maneggiati da Hugh.
Nabokov fa sì che l’attenzione del lettore si sposti agevolmente dal quadro generale ai dettagli, da un paesaggio a una camera, da una scrivania a un cassetto, da un cassetto a una matita. Per esempio, quando Person prende in mano una matita, avviene il passaggio dalla condizione singolare, data dal maneggiare l’oggetto in senso proprio5 alla sua produzione6, considerata non come mero processo industriale ma in quanto storia propria del piccolo tubolare: «Così tutto il piccolo dramma, dal carbonio cristallizzato e dal pino abbattuto fino a questo umile strumento, questa cosa trasparente, si svolge in un baleno. Ahimè! La matita vera e propria, quella che Hugh Person ha brevemente tenuto tra le dita, in un modo o nell’altro, sembra ancora sfuggirci»7.
La pericolosità di considerare esclusivamente il mondo contemplativo rende agevole il confronto con un testo pubblicato pochi anni prima dal filosofo francese Gaston Bachelard, La poétique de l’espace (1957). La poetica dello spazio è il punto di partenza per l’indagine dell’influenza dello spazio abitativo sulla possibilità, per il soggetto, di dare forma a un’immagine poetica nella propria mente: è una rêverie dell’abitare che parte dall’ambiente della casa per giungere ai casi particolari rappresentati prima dagli arredi e poi dai singoli cassetti in un rapporto dialettico tra miniatura e immensità8. Architettura – in particolar modo lo spazio abitativo quotidiano - e poesia si incontrano nel segno del retentissement, un fenomeno che porta il soggetto a collegare il mondo delle immagini con quello della comunicazione attraverso un processo in cui la lettura dello spazio viene arricchita dalle sensazioni che lo stesso trasmette - «In tale retentissement, l'immagine poetica acquisterà una sonorità di essenza. Il poeta parla stando ai limiti dell'essere»9. Le cose trasparenti di Nabokov rimandano a un’altra parola chiave del testo di Bachelard, ménage, con cui si esplora la vitalità dello spazio e degli oggetti nelle azioni dell’uomo: «Come dare tuttavia al ménage un'attività creatrice? Non appena diamo un bagliore di coscienza al gesto meccanico, non appena facciamo della fenomenologia strofinando un vecchio mobile, sentiamo nascere, al di sotto della dolce abitudine domestica, impressioni nuove […] Quanto è meraviglioso ridiventare veramente l'autore dell'atto meccanico!»10.
Pur invitando il lettore a rimanere in superficie, ciò che accade nel romanzo di Nabokov è la realizzazione di un’opera di “poesia in prosa” proprio attraverso la focalizzazione di alcuni oggetti del quotidiano.
La trasparenza è la possibilità di guardare le cose controluce, interfacciandosi con un modo d’uso decretato, nel tempo, dalla gestualità11. È lo stesso modo d’uso che rende alcuni oggetti estensioni del corpo12: «Gli strumenti non sono altro che…strumenti. Possono infatti risultare parte integrante di chi li usa, come, per esempio la squadra del falegname fa effettivamente parte del falegname stesso»13. Anche quando inanimati, gli oggetti sono inscindibili dal movimento del corpo che se ne può servire: «Il disordine spaziale e la dislocazione delle cose hanno sempre il loro lato ameno, e poche cose sono comiche come tre paia di pantaloni aggrovigliati per terra in una danza pietrificata»14.
Nel contemplare un oggetto, i piani si distinguono ancor auna volta: ci si può perdere nel suo passato15 e ci si può concentrare sul come lo stesso venga adoperato16. L’invito del narratore è quello di affinare l’abilità di rimanere in superficie: «Quando noi ci concentriamo su un oggetto materiale, ovunque esso si trovi, il solo atto di prestare ad esso la nostra attenzione può farci sprofondare involontariamente nella sua storia. I principianti devono imparare a sfiorare soltanto la superficie della materia se vogliono che essa resti all’esatto livello del momento»17. Nella contemplazione di un oggetto, restare in superficie è il modo per trovarsi in equilibrio tra passato e futuro nella contemplazione di un oggetto.
Note con rimando automatico al testo
1 In Cose Trasparenti, Hugh Person ricorda i pensieri di Humbert, mentre osserva una foto della sua compagna Armande da piccola (V. Nabokov, Cose trasparenti, trad. it. a cura di D. Nabokov, Adelphi, Milano, 1995, p. 60). Nelle stesse righe, Nabokov pone i suoi protagonisti in aperta continuità con le vicende di Lewis Carroll (si veda anche p. 70).
2 Il titolo Tralatitions è anche un riferimento ai giochi linguistici basati su metafore e crasi. Tralalitions è traducibile come “tra-la-là-lizioni”, risultante di “traduzioni traslati e tralalà”, fonte P. Fabbri, Elogio di Babele: traduzioni, trasposizioni, trasmutazioni, Booklet Milano, 2003, p.84. Le parole-baule sono ancora un altro legame con Carroll, “specialista” anche di giochi linguistici di cui fa amplio utilizzo in Alice nel Paese delle Meraviglie e Alice attraverso lo specchio (L. Carroll, trad. it. a cura di A. Valori Piperno, Newton Compton Editori, Roma, 2015).
3 «Pioveva, o fingeva di piovere, o non pioveva affatto ma sembra che piovesse in un senso che soltanto certi dialetti nordici possono esprimere verbalmente o neanche esprimere ma versionizzare, per così dire, grazie al fantasma del suono prodotto da una pioggia minuta in una nebbia di riconoscenti roseti. “Piove a Wittenberg ma non a Wittgenstein”. Un oscuro scherzo delle Tralatitions» (V. Nabokov, op. cit., p. 129).
4 V. Nabokov, Strong Opinions, Vintage Books, New York, 1990, p. 70. Sul (non) rapporto tra Nabokov e Wittgenstein, si veda anche A. Nakata, Annotations: Transparent Things in The Nabokovian, n. 45, Kansas City, 2000, pp. 48-53.
5 «Non era una di quelle bellezze esagonali in ginepro della Virginia o cedro africano, col nome del fabbricante impresso a caratteri argentei, ma una banalissima vecchia matita di pino a buon mercato, tinta in un lilla sporco, tonda, tecnicamente anonima», V. Nabokov, Cose trasparenti, op. cit., p. 15.
6 «Sentiamo il lamento della sega a motore, appena inventata, vediamo i ceppi messi a essiccare e piallati. Ecco l’asse dalla quale si ricaverà l’involucro della matita che si trova in quel cassetto poco profondo». Ivi, p. 17.
7 Ivi, p. 18
8 G. Bachelard, La poetica dello spazio, trad. it. a cura di E. Catalano, Dedalo, Bari, 1957, p. 26. Su Bachelard, si veda anche: A. Alison, Epistémologie et Esthétique de l'espace chez Gaston Bachelard, Mimesis Edizioni, Milano, 2019.
9 Ivi, p. 6.
10 Ivi, p. 93.
11 Anche in questo caso si potrebbe accostare le considerazioni del narratore all’esperienza di Wittgenstein architetto, il quale ha disegnato per la sorella delle maniglie progettate in base alla sua manualità. Si veda, ad esempio, M. Nedo, M. Ranchetti, Wittgenstein. Sein Leben in Bildern un Texte, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1983. M. Cacciari e F. Amendolagine, OIKOS da Loos a Wittgenstein, Officina Edizioni, Roma, 1975; D. Pisani, L’architettura è un gesto Ludwig Wittgenstein architetto, Quodlibet, Macerata, 2017.
12 Su Marshall McLuhan e Nabokov si veda: G. Genosko, Marshall McLuhan: Critical Evaluationsin Cultural Theory,volume 2, Routledge, Londra, 2005 e J. Bodenstein, The Excitement of Verbal Adventure: A Study of Vladimir Nabokov’s English Prose, part 2, Nabu Press, Charleston, 2014.
13 V. Nabokov, Cose trasparenti, op. cit, p. 113.
14 Ivi, p. 26.
15 «Cose trasparenti, attraverso le quali balena il passato!». Ivi, p. 9.
16 Si veda, ad esempio: «Alla polizia interessa sapere quale strumento è stato adoperato dal colpevole; il tanatologo, invece, vuol sapere perché e come è stato adoperato». Ivi, p. 113.
17 Ivi, p. 9.
Riferimenti bibliografici:
A. Alison, Epistémologie et Esthétique de l'espace chez Gaston Bachelard, Mimesis Edizioni, Milano, 2019;
G. Bachelard, La poetica dello spazio, trad. it. a cura di E. Catalano, Dedalo, Bari, 1957;
J. Bodenstein, The Excitement of Verbal Adventure: A Study of Vladimir Nabokov’s English Prose, Nabu Press, Charleston, 2014;
M. Cacciari e F. Amendolagine, OIKOS da Loos a Wittgenstein, Officina Edizioni, Roma, 1975;
L. Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie e Alice attraverso lo specchio, trad. it. a cura di A. Valori Piperno, Newton Compton Editori, Roma, 2015;
P. Fabbri, Elogio di Babele: traduzioni, trasposizioni, trasmutazioni, Booklet Milano, 2003;
G. Genosko, Marshall McLuhan: Critical Evaluationsin Cultural Theory, Routledge, Londra, 2005;
V. Nabokov, Strong Opinions, Vintage Books, New York, 1990;
V. Nabokov, Cose trasparenti, trad. it. a cura di D. Nabokov, Adelphi, Milano, 1995;
A. Nakata, Annotations: Transparent Things in The Nabokovian, n. 45, Kansas City, 2000;
M. Nedo, M. Ranchetti, Wittgenstein. Sein Leben in Bildern un Texte, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1983;
D. Pisani, L’architettura è un gesto Ludwig Wittgenstein architetto, Quodlibet, Macerata, 2017.
L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus e Quaderni 1914-1916, trad. it. a cura di A. G. Conte, Einaudi, Torino, 1974.
L. Wittgenstein, Ricerche filosofiche, trad. it. a cura di M. Trinchero, Einaudi, Torino, 1953.