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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Architetti, architettura, design

Ipotesi delle ragioni e forme del navale di Ripetta

 

L’anno 1703 è segnato da un evento catastrofico che indirettamente riguarderà il luogo detto Ripetta (Ripa Minore urbana); due forti scosse telluriche nei mesi di gennaio e febbraio interessarono l’Appennino centrale, i terremoti furono avvertiti distintamente anche a Roma dove, il pontefice Clemente XI, fortemente impressionato, istituì un gruppo di esperti incaricati di capire se tali catastrofici eventi si potessero prevenire. I movimenti tellurici, oltre ad agitare gli animi dei peccatori, esortandoli a penitenze e contrizioni, che portarono all’annullamento dei festeggiamenti relativi al Carnevale per placare l’ira divina, fecero crollare tre archi del secondo anello del Colosseo, i cui travertini costituirono parte del materiale per la realizzazione del nuovo Navale; i lavori vennero iniziati il 18 ottobre di quello stesso anno.

La necessità di intervenire in una zona commercialmente importante è urgente, infatti sia i pellegrini, sia gli operatori portuali “vi sperimentavano mala Strada, sdrucciolevole e dirupata ” sono frequenti gli incidenti tra gli scaricatori che con gli animali da soma o a forza di braccia devono operare in un luogo poco sicuro e pericolosamente legato alle piene del fiume che ne altera la conformazione e la consistenza.

Il progetto del Navale rispondeva pertanto alle esigenze del tempo, riassumeva il senso di una riflessione e di un’esperienza di un periodo storico estremamente tormentato.

L’operazione dovette essere abilmente pensata e debitamente portata a compimento: “ sembrava in oltre cosa indecente , ch’al Forestiero, il quale , entrando Porta Flaminia , prendeva strada da man destra verso S. Pietro , desse subito nell’occhio alla prima scoperta che dentro alla Città egli faceva del Venerabile Augusto Tempio , di S. Pietro , la veduta d’un Luogo sì fatto , non pur disadorno in tutto e per tutto , mà schifoso , e impuro ; essendo lo spurgo di tutte le immondezze di quei contorni ; il che disdiceva massimamente , venendo in prospetto alla Chiesa di S. Rocco , e di S. Girolamo , Nazional Chiesa degli Illirici ” troviamo qui la giustificazione dello stato di necessità al fin di garantire il dovuto decoro al flusso di pellegrini che si recano in S. Pietro, sistemando gli scarichi fognari e individuando inoltre la centralità della chiesa di S. Girolamo (istituzione particolarmente vicina al pontefice essendo di origine albanese), quasi possiamo vedere con i nostri occhi la bellezza della città in quei tempi, l’ammirazione per i Monumenti e il fango delle strade, la vista annunciata da lontano della cupola di S. Pietro e il tanfo delle fogne che scaricavano liquami sulle sponde del Tevere.

Non vi è contraddizione tra la visione sacrale atemporale e la realtà del quotidiano : si tratta di una complessità di letture che si giustificano a vicenda, alternando la dilatazione fantastica dello spazio al mondo reale degli scaricatori e dei barcaioli, questa oscillazione si manifesta negli aspetti di partecipazione e distacco : partecipazione in quanto ricerca di consenso verso forme di civiltà che già affioravano ; distacco in virtù di una elaborazione che si giova di forme geometriche rigorose incastonate nell’antico e tormentato tessuto urbano, come ad esempio l’uso delle curve a tre centri.

L’Armonia del progetto rispondeva all’esigenza di imbrigliare le dissonanze della realtà con la linea curva a indicare la gioia del movimento e della meraviglia, l’ambiente culturale romano offriva al giovane Specchi le basi della sua formazione, il “Libro delle Porte e delle Finestre” lo avvicina all’architettura ed al linguaggio del Barocco, da quella esperienza deriva l’assimilazione di procedure e forme che costituiranno la sua cifra stilistica.

Dal 1690 Specchi collabora stabilmente alle iniziative editoriali di Domenico De Rossi come incisore disegnando per la stamperia architetture religiose, collaborando anche con il già famoso architetto Carlo Fontana. Di particolare importanza è stata la raccolta di incisioni dei maggiori palazzi romani, dedicata al futuro pontefice Clemente XI. L’opera più importante è però il primo volume dello Studio d’Architettura Civile, pubblicato nel 1702 che ebbe una vasta eco anche in Europa.

Tra le numerose incisioni che Specchi disegnò ne troviamo una interessante: la “veduta del palazzo detto il Pigneto del marchese Sacchetti” progettato da Pietro da Cortona, la rappresentazione contiene in nuce il collegamento tra piani orizzontali attraverso cordonate ellittiche, usato nel Navale, insieme alla tripartizione del fronte murario.




Ipotesi

La ricerca delle matrici proporzionali si conferma, alla luce della presente ipotesi, materia insidiosa, che deve accettare la convivenza con margini di errore più o meno evidenti. Ipotesi che vorrebbe provare a chiarire l’origine delle motivazioni, estetiche e simboliche, che possono aver portato il progettista a preferire determinate costruzioni geometriche per comprendere le complesse istanze progettuali che sono alla base dell'architettura antica.

La facciata di S. Girolamo assume il ruolo di sfondo principale di una visione prospettica che la pone come asse di un organismo articolato in una successione gerarchica di spazi.

L’ingresso della chiesa diventa l’asse di simmetria che regolarizza la piazza antistante il sagrato, simmetria talmente cercata fino a coinvolgere proprietà private (lo spurgo delle stalle di Palazzo Borghese), graziosamente concesse.

Il punto di vista privilegiato, dal quale tutto il disegno del progetto si ricompone e si chiarisce, è dalla parte del fiume, lo sguardo viene indirizzato, con un gioco di curve e controcurve e piano successivi, verso l’insegna papale, la fontana con la scogliera e la facciata di S. Girolamo a fare da quinta. Questo asse visivo presenta quindi dei punti focali che portano lentamente l’osservatore ad alzare lo sguardo verso l’alto, a superare il dislivello, come avverrà circa venti anni dopo per la scalinata che collega Trinità dei Monti a Piazza di Spagna.

Se il “layout” del progetto è dettato dallo stesso presidente delle strade card. Giudice, con alle spalle studi di architettura, il merito di Specchi è stato quello di averne interpretato perfettamente le intenzioni dando luogo al “genius loci ”. Ponendo l’asse principale su S. Girolamo, il progetto viene a prendere corpo attingendo dal contesto le misure e il ritmo che armonizzeranno il disegno definitivo: ecco quindi una ipotesi personale su una possibile metodologia progettuale.



Innanzitutto i dati assunti dal contesto oltre alla direzione data da S. Girolamo: via Ripetta, la “strada da man destra” definisce il secondo dato essenziale: l’allineamento del fronte stradale, rappresenta un vincolo che verrà tenuto nella giusta considerazione, la larghezza della sede stradale mantenuta inalterata e sottolineata dai due idrometri, inoltre la larghezza della strada diventa essa stessa modulo, essendo circa 1/8 della larghezza del cerchio generatore, il cui diametro corrisponde alla larghezza approssimata del Tevere in quel punto.

La definizione del modulo diventa determinante anche per la successiva ampiezza della piazza antistante S. Girolamo, che raddoppia la profondità di via Ripetta, la quale fungerà da “cassa di risonanza” rispetto alla facciata della chiesa e consente la sosta e la contemplazione dell’attività portuale.




Dimensionamento della piazza



Il cerchio è il luogo geometrico che definisce il triangolo generatore che, con il vertice su S. Girolamo, determina la posizione dei centri relativi alle tre curve della scalinata. La curva a tre centri come espressione di un’epoca, insieme alla spirale ripropone il tema dell’indefinito e del movimento.



 

Fronte curvilineo



 

Taglio e delimitazione delle scalinate curvilinee





Ritmo dei gradini curvilinei



 

Completamento parte centrale gradini curvilinei

 


Dimensionamento e allineamento gradini cordonata



 

Definizione asse maggiore ovale fontana: centro del progetto



 

Sovrapposizione : verifica





La storia di queste pietre, così strettamente legata alle vicende della città di Roma, assume un valore di memoria storica che travalica il tempo per diventare un messaggio di cultura e di civiltà indirizzato a chiunque sia capace di intenderlo e di apprezzarlo.

Il mio debito verso Antonio Celli, con cui ho lavorato alla realizzazione del modello apprezzandone l’umanità e la passione e la competenza, supera la possibilità di un semplice ringraziamento.



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