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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

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Fogli freschi di stampa

Figure, di Riccardo Falcinelli

 


Riccardo Falcinelli è in modo evidentissimo un docente (presso l'ISIA di Roma), perché è chiaro, è divulgativo, e cerca di farsi capire. La lettura del suo ultimo libro, Figure, pubblicato da Einaudi, impaginato da lui stesso, stracolmo di immagini e di notizie, è piacevole, interessante, spesso stimolante. Al momento di prepararne un giudizio critico mi è sembrato, tuttavia, che al libro mancasse qualcosa, cioè un guizzo geniale, un'intuizione, un'idea originale che apra nuove strade o anche le ripercorra. Ma dopo ulteriore riflessione, mi sono reso conto che al libro invece non manca nulla, perché è nato per far capire come funzionano le figure, e non per tirar fuori una nuova teoria sulle figure stesse. Chi lo legge non impara a fare il pittore, ma impara che cos'è un quadro, che cos'è una fotografia, e quando sono efficaci e quanto sono importanti. Di conseguenza, impara molto sulla storia della pittura senza doversi barcamenare tra la polvere e le ragnatele che idealmente si accompagnano, per gli studenti, ad ogni studio storico.

Figure è in definitiva un libro di testo, un ottimo libro di testo. Falcinelli ha scelto di usare le Figure al massimo, spaziando dalle pitture rupestri alle foto di Instagram, ma in realtà il cuore della figure di cui si parla sono i quadri, i dipinti, le opere d'arte pittorica insomma, dal Medio Evo ai tempi nostri (con una certa preponderanza del XIX secolo, Romanticismo, Realismo e Impressionismo). Trattando di figure, e non genericamente di immagini, si potrebbe inferire una qualche polemica sull'arte astratta, effettivamente poco trattata nel libro, ma potrebbe essere una deduzione non motivata.

La mia intenzione di scrivere un'ottima recensione a questo bel libro si è peraltro arricchita, a margine, di alcune riflessioni personali che vorrebbero aprire e sviluppare un argomento al quale da molto tempo mi interesso e che riguarda l'insegnamento.

La scuola italiana, che conosco dall'interno avendo insegnato Storia dell'Arte alle superiori per 32 anni (1987-2019), versa in condizioni pessime da almeno mezzo secolo, anche se molti si ostinano a dare le colpe all'aziendalismo che vi si è insinuato, o al buonismo che promuove tutti, o alla cattiva qualità dei docenti. Di certo, insegnare in Italia non è un mestiere di prestigio e per troppi è un ripiego, ma questo non spiega molto. Piuttosto, io mi sono convinto nel tempo che l'errore di fondo della scuola risiede nei programmi, ovvero nei contenuti che i docenti sono tenuti a trasmettere.

La riforma Gentile che, nonostante le pezze varie e i pasticci commessi negli ultimi decenni, continua ad essere la struttura portante della nostra scuola, poneva e pone un cardine comune agli indirizzi tanto liceali quanto professionali: lo storicismo. Non si studia filosofia, si studia storia della filosofia, non si studia italiano, si studia storia della letteratura, non si studia arte, si studia storia dell'arte. La presenza assillante della storia non si manifesta invece nelle materie scientifiche o in quelle pratiche, ma sta di fatto che l'impronta data da quella presenza è la più forte - a mio parere anche nelle scuole professionali - tra tutte.

Diciamo pure che non c'è niente di più noioso per gran parte dei ragazzi di sentirsi raccontare cose che appartengono a epoche lontane, passate, piene come si diceva di polvere e di ragnatele. Il docente abile e empatico può riuscire a creare interesse, ma molti docenti non sono affatto in grado di riuscirci.

Il problema che mi sono posto in questi anni è semplice: che cosa potrebbe sostituire il racconto storico?

Prendiamo come esempio lo studio della fisica (o della matematica o della chimica …) che non propone affatto il riferimento al passato; le nozioni insegnate sono le ultime possibili, le verità della disciplina risultano attuali, i dati sono contemporanei. Lo studente capirà che prima di Newton nessuno sospettava l'esistenza di forze gravitazionali, ma il concetto di "prima di Newton" esula dal conoscere con esattezza quando Newton sia vissuto. La Fisica si studia secondo un modello che pone prima delle basi generiche e poi procede per difficoltà crescenti; in Matematica accade lo stesso, e anche nelle altre materie scientifiche. Ma la Fisica non è una sola e neppure la Matematica; ci sono argomenti, la Meccanica, l'Elettricità, la Termodinamica, l'Astronomia, che si aprono e si chiudono nel corso dell'anno scolastico.

Immaginiamo di studiare Arte (o Italiano o Filosofia, ma non Storia ovviamente) secondo il modello delle materie scientifiche. Un argomento iniziale potrebbe essere: cos'è un Arte visiva; e poi un secondo, quali sono i materiali per fare Arte; e un terzo, progettazione e composizione di un'opera d'Arte; un quarto, lo spazio dell'opera d'Arte; eccetera. Ogni argomento sfrutterebbe molti esempi di grandi opere prese dalla storia, senza ancora imporre le coordinate temporali. A un certo punto si potrebbe fornire un quadro storico rapido ed essenziale, ma anche in seguito si procederebbe per temi, come simbolismo e realismo in pittura, la centralità o i rilievi in scultura, il decorativismo o la sobrietà in architettura; eccetera.

Sarebbe assurdo? Non credo. E avrei già pronto uno dei libri di testo per la materia Arte, con stretta relazione alla pittura, questo Figure di Riccardo Falcinelli.

L'Indice del volume parla da solo, eccolo:

I Spazio. Il potere del centro. Seduzioni di periferia.

II Forme. Il trionfo del rettangolo. Proporzioni magiche e industriali. Dintorni dorati e psicologici. Dentro l'abisso.

III Percezione. Il braccio degli impressionisti. Una testa per una porta. Il visitatore inaspettato.

IV Meccanismi. Strade, stracci, coltelli e pistole. La spinta degli alberi. La scoperta del fulcro.

V Topologia. La gravità è nell'occhio di chi guarda. La direzione degli angeli e quella dei demoni. Molto rumore per una diagonale.

VI Composizione. Metafisica delle ciotole. Teoria dell'occhiata. Le regole dell'orizzonte. La bilancia di Hitchcock. Il vuoto si addice ai cerbiatti. Le ginocchia del reporter.

VII Medium. La dimesnioni di un volto. La sensibilità delle forbici. Destino di un torero. Come si costruisce un paradiso.

 

I temi aperti sono quindi, in generale, compositivi. Si parla di centro, periferia, dimensioni, bordi, direzioni, ecc. e se ne parla in modo completo, dapprima come semplice strumento, poi nei suoi effetti costruttivi, infine (o prima) nei suoi effetti psicologici. Per sviluppare un discorso del genere ci vogliono immagini di riferimento e Falcinelli ne usa un numero straordinario rispetto alla media di questo genere di testi, 501; a volte neppure ne cita l'autore, ma al termine del libro (insieme a una forse superflua bibliografia, che ormai possiamo reperire ovunque in rete) l'elenco completo delle didascalie soddisfa qualunque curiosità.
Un lavoro esemplare.

 

Scheda tecnica

Riccardo Falcinelli, Figure. Come funzionano le immagini dal Rinascimento a Instagram, Torino, Einaudi, 2020, 519 p., EAN 9788806243883, € 24

 

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