Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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English Magic

Fig. 1Inglese. Un aggettivo che racchiude al suo interno molteplici sfumature e storie. Il mondo odierno con il suo globalismo ha imposto a tutti l’obbligo di conoscere questa lingua, di studiarla, di capirla. Ma cosa significa essere inglesi? A questa domanda ha cercato di dare una risposta Jeremy Deller, artista cardine del Padiglione Britannico per questa 55. Esposizione Internazionale d’Arte.

English magic risulta essere una riflessione ed una attenta analisi sulla condizione della società britannica, costantemente in bilico tra mito e leggenda, tra alto e basso, tra elitarismo e popolarismo. Questo binomio dialettico viene assemblato ed rielaborato generando un lavoro unico per intenti e provocazione, non uno sguardo univoco sul contemporaneo ma molteplici visioni della società attraverso gli anni, il succedersi dell’ʻʻinglesitudineʼʼ (se così potessimo definirla) percepita attraverso una narrativa non univoca e quasi psichedelica.

La magia è, allora, la metodologia prediletta per focalizzare tale situazione sospesa apparentemente tra realtà e fantasia, una magia che in qualche modo definisce essa stessa la Gran Bretagna, definendola e a volte denigrando i suoi stessi fondamenti. Deller affronta un viaggio immaginario ma tangibile attraverso il passato, il presente e un futuro che per quanto possibile o plausibile , è comunque immaginato ed immaginario.Fig. 2

Questa atmosfera fantastica ed inquietante si sposa perfettamente con la struttura architettonica del padiglione stesso, immerso nei Giardini, che diviene quasi dimora incantata, nella quale un’enorme Albarella Reale o Hen Harrier, un rapace di una specie protetta, che si vocifera essere stato cacciato dal principe Harry, ci accoglie all’ingresso.

In A good day for cyclists (Fig. 1) l’enorme rapace notturno trattiene, mentre è intento a volare, un’automobile rossa, che appare distrutta dalla forza degli artigli dell’animale. La quasi totale monocromia del volatile, la sua naturale regalità invadono lo spazio e l’attenzione dello spettatore, che rimane quasi intimorito di fronte a codesta visione. La macchinina rossa, distrutta dalla forza della natura, dalla sua improvvisa ribellione, appare misera e irreale: la cultura commerciale dell’accumulo, la cultura bidimensionale della pubblicità sembra risultare sconfitta dalla potenza espressa dalle magiche ed incantate lande britanniche dove riposano, ancora in pace, meravigliose creature. La macchina simbolo del progresso diviene, quindi, minaccia espressa per chi vuole vivere la natura e per chi si avvicina ad essa in modo alternativo.

Fig. 3Medesima situazione sembra presentarsi a noi con We sit starving Admist our Gold (Fig. 3), dove l’arista-poeta William Morris, antesignano dei moderni designers, viene rappresentato nell’atto di scagliare lontano, con rabbia, uno yacht: l’idea della libertà di opporsi alla ricchezza sfrenata mostrata platealmente, la libertà di opporsi conseguentemente alla povertà esasperata esito della stessa ricchezza agognata, la libertà di opporsi al potere del denaro come unico elemento distintivo e caratterizzante.

Deller racconta il suo Paese come solo chi ci vive sa fare, argomentando con astio ed infinito amore ciò che è ed invece non dovrebbe essere, ciò che non è ma che dovrebbe essere. È in questa faglia apparentemente contraddittoria che si inserisce l’intero lavoro dell’artista, una minuscola rottura che permette di interpretare l’intento dell’intera opera.

La critica aspra riguardante la perdita dei valori non può comunque celare totalmente ed indissolubilmente quei momenti di rara felicità che costellano la vita di un popolo e quella dell’uomo; ecco, allora, che il visitatore può toccare asce preistoriche prelevate dal Tamigi, può ammirare David Bowie, può vedere il gioco dei bambini su una Stonehenge gonfiabile: un mezzo alternativo per non dimenticare totalmente la nostra storia e il nostro essere. Il pop e il consumismo rivelano il loro aspetto più frivolo, quello che ci avvicina a loro, che ci incanta e ci permette di sognare e sperare. Il consumismo è, allora, parte integrante della società britannica, da un lato da vedersi negativamente come elemento distruttivo delle tradizioni, dall’altro come fonte di gioco e spensieratezza essenziale per avvicinarsi a ciò che ci sembrava dimenticato perché parte del passato.

Fig. 4La magia del mondo inglese continua a spiazzare il visitatore con la presenza di una sala da tè (Fig. 4), simbolo per antonomasia del Regno Unito, all’interno del Padiglione: non un’opera d’arte, ma un luogo che, a detta dell’artista, deve essere considerato come spazio per il ristoro fisico e morale, un luogo del riposo, quasi estraneo a tutto il resto.

Il Padiglione inglese, decide, quindi, di mettere in mostra se stesso, di mostrare quel fascino tipicamente british, a volte a metà tra il kitsch e lo chic, che caratterizza il Paese stesso, quella folle magica poesia presente in un sense of humour colmo di critica sociale e di speranzosa fiducia nel prossimo, l’iconico presente in una apparentemente banale tazza di tè.

 

Didascalie delle immagini

Fig. 1, A Good day for cyclists, painted by Sarah Tynan, British Pavilion 2013, courtesy British Council. Photograph Cristiano Corte. "Jeremy Deller's British Council commission is at La Biennale di Venezia until 24th November and will tour national UK venues in 2014. www.britishcouncil.org/visualarts."

Fig. 2, Jeremy Deller, English Magic, British Pavilion 2013, courtesy British Council. Photograph Cristiano Corte. "Jeremy Deller's British Council commission is at La Biennale di Venezia until 24th November and will tour national UK venues in 2014. www.britishcouncil.org/visualarts."

Fig. 3, We Sit Starving Amidst our Gold, Painted by Stuart Sam Hughes, British Pavilion, 2013,courtesy British Council. Photograph Cristiano Corte. "Jeremy Deller's British Council commission is at La Biennale di Venezia until 24th November and will tour national UK venues in 2014. www.britishcouncil.org/visualarts."

Fig. 4, Tea Room, British Pavilion, 2013,courtesy British Council. Photograph Cristiano Corte."Jeremy Deller's British Council commission is at La Biennale di Venezia until 24th November and will tour national UK venues in 2014. www.britishcouncil.org/visualarts."

 

Scheda tecnica

English Magic, Padiglione Britannico, fino al 24 novembre 2013, Giardini di Castello, Venezia 30122.

Orario: 10.00- 18.00. Chiuso il lunedì.

Jeremy Deller's British Council commission is at La Biennale di Venezia until 24th November. For more information see: www.britishcouncil.org/visualarts.

 

 

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